E’ bello essere qui per lavorare con tanti amici impegnati per la pace e la stabilità, consapevoli del ruolo fondamentale del G7″. Con queste parole il vice-primo ministro e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani apre i lavori del G7 degli Esteri Fiuggi-Anagni, l’ultimo organizzato nel quadro della presidenza italiana del forum delle sette potenze economiche mondiali. Le due località in provincia di Frosinone sono blindate: imponente la macchina della sicurezza dispiegata e scuole chiuse per alleggerire il traffico. Alla sessione di apertura organizzata ad Anagni, con Tajani, sono seduti il segretario di Stato americano Antony Blinken, poi Jean-Noel Barrot, ministro dell’Europa e degli affari esteri della Francia, Annalena Baerbock, ministra federale degli Affari esteri della Germania, il segretario per gli Affari esteri, il Commonwealth e lo sviluppo del Regno Unito David Lammy, il ministro degli Affari esteri del Giappone Takeshi Iwaya e infine Melanie Joly, ministra degli Affari esteri del Canada. E’ a lei, annuncia Tajani, che “domani, a conclusione dei lavori, passerò il testimone”, per l’avvio dell’anno della presidenza canadese. Presente inoltre Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vice-presidente della Commissione europea. Tajani ha aggiunto: “In questi due giorni parleremo di Ucraina, Medio Oriente, Indo-pacifico ma anche Venezuela e Haiti, e poi del partenariato con l’Africa”. Il vicepresidente del Consiglio ha tenuto a ribadire: “L’unità ora è la nostra forza: penso alla Federazione russa. Ma forza non significa fortezza. Ecco perché abbiamo deciso di invitare altri Paesi per avere un confronto”. Un’azione mossa da una convinzione, secondo Tajani: “E’ importante per allargarci e non rinchiuderci” perché “il dialogo è essenziale”. Ecco perché nel pomeriggio i sette ministri degli Esteri terranno una sessione con “attori chiave dell’area mediorientale”, a cui parteciperanno “i ministri di Giordania, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar”. “Domani invece- continua Tajani- ho invitato partner importanti dell’area dell’Indo-pacifico India, Indonesia, Filippine e Corea del sud per approfondire gli sviluppi di un quadrante cruciale. Sempre domani, è previsto l’incontro col ministro degli Esteri ucraino, a mille giorni dall’aggressione russa”. Stasera inoltre, ha anticipato il ministro, “si terrà una cerimonia contro i crimini commessi contro le donne”: in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre, i sette ministri inaugureranno una panchina rossa davanti al Teatro comunale di Fiuggi, che si tingerà di arancione. “Un segnale da parte del G7”, sottolinea Tajani, “a difesa della parità e del diritto delle donne ad essere libere”.
TAJANI: SU CESSATE IL FUOCO IN LIBANO ATTENDIAMO, SIAMO FIDUCIOSI
Il ministro degli Esteri ha commentato il raggiungimento possibile di un cessate il fuoco in Libano: “Prima di concludere dobbiamo attendere tutti gli accordi definitivi. Siamo fiduciosi. Vediamo quello che accade. Siamo a favore di qualsiasi iniziativa e da qui rilanciamo l’appello per il cessate il fuoco”.
Il ministro è stato sollecitato sul tema dai cronisti nel punto stampa a Fiuggi, a margine dei lavori del G7 degli Esteri. Tajani continua affermando: “Siamo pronti a giocare un ruolo non secondario in Medio Oriente, come già facciamo nei Balcani”, anche attraverso la missione bilaterale e Unifil. Un impegno, questo della missione di peacekeeping, secondo Tajani, che “è apprezzato dal Libano, come mi ha confermato stamani il ministro degli esteri libanese”, Abdallah Bou Habib, incontrato a margine dei Med Dialogues 2024 a Roma.
