“I deputati e le deputate del Movimento 5 Stelle dimenticano che la precedente amministrazione guidata dall’ex Sindaca Raggi non ha lasciato in eredità un sistema particolarmente green, anzi. Una Capitale costretta a pagare cifre esorbitanti per un servizio di raccolta mediocre e con una raccolta differenziata ferma al palo da 5 anni. Non solo, dal 2016, oltre alla quota per la discarica, chi ha amministrato Roma ha mandato 330 mila tonnellate di rifiuti all’anno nei termovalorizzatori di altre città e regioni”. Lo dichiara in una nota Giulia Tempesta, consigliera del PD e Presidente della Commissione Bilancio in Campidoglio. “Non è stato progettato o realizzato un solo impianto – continua Tempesta – capace di rafforzare il trattamento o la rete di sbocchi del materiale raccolto lasciando Roma nella precarietà e nell’emergenza. E così, alle porte del Giubileo, a noi tocca porre rimedio a questo disastro ereditato con la pianificazione di una rete impiantistica che prevede due biodigestori per l’organico, due impianti di recupero per carta cartone e plastica e 30 centri di raccolta, oltre che un termovalorizzatore di ultima generazione che non necessiterà affatto di 6/7 anni per essere costruito. Un impianto che sarà in grado di produrre energia con quella quota di residui che non si possono riciclare o differenziare”. E “tutto questo inquinando meno delle grandi discariche che oggi sono l’unica alternativa alla chiusura del ciclo, accanto ai mezzi pieni di immondizia che percorrono le strade italiane ed europee alla ricerca di impianti che qui qualcuno osteggia, ma altrove usa senza problemi”. “Chiudere il ciclo – conclude la consigliera Dem – renderà Roma autosufficiente, valorizzando rifiuti indifferenziati e aumentando davvero la raccolta differenziata, per una città più pulita e con una Tari più bassa grazie al contenimento delle spese attuali”.
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