Nel primo semestre Terna ha registrato ricavi pari a 2.113,6 milioni di euro, registrano un aumento di 219,4 milioni di euro (+11,6%) rispetto al corrispondente periodo del 2025. Tale risultato è dovuto, in parte, alla crescita delle Attività Regolate, sostenuta dall’incremento della base asset regolata (RAB) a seguito delle nuove entrate in esercizio e dell’ampliamento del perimetro di consolidamento dopo l’acquisizione della società Rete 2 S.r.l. di fine settembre 2025. Particolarmente rilevante il contributo delle Attività Non Regolate, con un incremento del 50,1% dei ricavi trainato sia dal business Energy Services, principalmente per effetto dell’acquisizione di STE Energy S.r.l. a fine maggio 2025 sia da quello Equipment (Gruppo Tamini e Gruppo Brugg Cables).
Nel secondo trimestre dell’anno i ricavi del Gruppo sono cresciuti del 13,4% a 1.124,9 milioni di euro (992,4 milioni nello stesso periodo del 2025).
L’EBITDA (Margine Operativo Lordo) del primo semestre 2026 si attesta a 1.467,0 milioni di euro, in crescita di 107,2 milioni di euro (+7,9%) rispetto ai 1.359,8 milioni di euro del primo semestre 2025, per il miglioramento della redditività delle Attività Regolate e delle Attività Non Regolate. Il dato dell’EBITDA relativo al secondo trimestre del 2026 mostra un incremento dell’8,7% a 769,4 milioni di euro (707,8 milioni nello stesso periodo del 2025).
L’EBIT (Risultato Operativo) del periodo, a valle di ammortamenti e svalutazioni pari a 505,6 milioni di euro, si attesta a 961,4 milioni di euro, rispetto ai 913,0 milioni di euro dei primi sei mesi del 2025 (+5,3%).
Gli oneri finanziari netti del periodo, pari a 93,8 milioni di euro, rilevano un incremento di 17,4 milioni di euro rispetto ai 76,4 milioni dei primi sei mesi del 2025, dovuto principalmente a un incremento del livello medio dell’indebitamento e del relativo costo medio rispetto a quello del corrispondente periodo del 2025. L’incremento è stato parzialmente compensato dai maggiori oneri capitalizzati.
Il risultato ante imposte si attesta a 867,6 milioni di euro, in aumento di 31,0 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2025 (+3,7%). Le imposte del periodo sono pari a 273,8 milioni di euro, in aumento di 24,7 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2025 (+9,9%), principalmente per effetto del maggior risultato prima delle imposte e per l’incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP per i periodi d’imposta 2026 e 2027, previsto dal “Decreto Bollette” (Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21). Il tax rate si attesta pertanto al 31,6%, in aumento rispetto al dato del primo semestre 2025 (29,8%).
L’utile netto di Gruppo del periodo si attesta a 591,2 milioni di euro, in crescita di 3,5 milioni di euro rispetto ai 587,7 milioni del primo semestre 2025 (+0,6%). Nel secondo trimestre, l’utile netto di Gruppo ha registrato un incremento dello 0,7% attestandosi a 314,7 milioni di euro (312,4 milioni nello stesso periodo del 2025).
La situazione patrimoniale consolidata al 30 giugno 2026 registra un patrimonio netto di Gruppo pari a 8.628,8 milioni di euro, a fronte dei 7.791,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
L’indebitamento finanziario netto si attesta a 12.625,9 milioni di euro, in diminuzione di 374,3 milioni di euro rispetto ai 13.000,2 milioni di euro di fine 2025. L’incremento del patrimonio netto di Gruppo e la contestuale riduzione dell’indebitamento finanziario netto sono principalmente dovuti all’emissione obbligazionaria ibrida perpetua European Green Bond, lanciata il 26 gennaio 2026 (nell’ambito del programma EMTN pari a 6 miliardi di euro e quotato sul MOT) per un importo di 850 milioni di euro e contabilizzata come strumento di equity.
Gli investimenti complessivi realizzati dal Gruppo Terna nel periodo sono pari a 1.581,0 milioni di euro, in crescita del 19,8% rispetto ai 1.319,3 milioni del corrispondente semestre del 2025.
Tra i principali progetti si segnalano gli avanzamenti sia sul Ramo Est che sul Ramo Ovest del Tyrrhenian Link, il collegamento elettrico sottomarino fra Campania, Sicilia e Sardegna; quelli sul collegamento tra la Toscana, la Corsica e la Sardegna (Sa.Co.I.3); quelli su Elmed, l’elettrodotto sottomarino in corrente continua fra Italia e Tunisia, e sull’Adriatic Link, il collegamento sottomarino fra Abruzzo e Marche; gli interventi realizzati nelle diverse zone del mercato elettrico: quelli per accrescere la capacità di scambio fra la Calabria e la Sicilia (collegamento Bolano-Annunziata) a cui si aggiungono le attività realizzative dei collegamenti Chiaramonte Gulfi-Ciminna, in Sicilia; Colunga-Calenzano, fra Emilia-Romagna e Toscana; e Cassano-Chiari, in Lombardia. A tali interventi si affianca il proseguimento del piano di installazione di apparecchiature a beneficio della sicurezza della rete, fra cui compensatori sincroni, resistori stabilizzanti e reattori.
Inoltre, nel corso dei primi sei mesi del 2026 sono stati autorizzati, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dagli Assessorati regionali competenti, 16 interventi per lo sviluppo della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale, per un ammontare complessivo di circa 273 milioni di euro.
