Esteri

Thiel, lo sponsor che vuole J.D. Vance 48° presidente degli Stati Uniti

L’anima nera della Silicon Valley: il boss di Palantir decide il futuro del capitalismo tecnologico e della destra americana.

 

di Luca Ciarrocca (*)

Due parole per ricordare, a chi ancora non lo sa, che è in tutte le librerie e gli store online il mio ultimo libro “L’anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel” (FuoriScena – marchio di RCS Media Group), biografia di uno degli uomini più potenti d’America. I riscontri dopo pochi giorni di vendite sono ottimi perché il tema del libro è attualissimo. Thiel cofonda PayPal, è tra i primi a scommettere sul dominio digitale di Facebook e Airbnb ed è socio di Elon Musk in SpaceX. Con Palantir Technologies diventa il vero oligarca occulto degli Stati Uniti, con un’azienda che è oggi leader nel controllo algoritmico delle reti: dall’analisi dei sistemi sanitari alla sicurezza e sorveglianza basate sulla predizione dei crimini (stile Minority Report), fino alla guerra a Gaza dell’IDF e alle scorribande delle squadracce dell’ICE. Soprattutto, questo libro racconta l’uomo dietro un disegno politico preciso. L’investitore che per primo sostiene Donald Trump rompendo il fronte progressista della Silicon Valley e che fa di J.D. Vance (nella foto) il suo capolavoro, guidandolo da sconosciuto di provincia ai vertici della Casa Bianca e, forse, ad essere eletto 48° presidente degli Stati Uniti, nel 2028. Anticonformista, giocatore di scacchi, ossessionato dal rapporto tra libertà e potere e dal sogno di superare i limiti della vita umana, Thiel lontano dai riflettori, decide il futuro del capitalismo tecnologico e della destra americana. L’obiettivo è ridisegnare la mappa del potere nel dopo-Trump.

Ecco l’attacco:

In un clima di rischi atomici globali in aumento, con il trattato START sui missili strategici di Russia e Stati Uniti in scadenza tra pochi giorni, in Europa è la Svezia a mettere a segno una grande svolta: il primo ministro Ulf Kristersson ha rivelato di aver avviato le prime, embrionali discussioni con Francia e Regno Unito su una possibile cooperazione in materia di difesa nucleare. Un cambio di rotta storico per il paese scandinavo. Stoccolma è entrata nella Nato nel marzo 2024, trentaduesimo Stato membro dell’Alleanza Atlantica, ponendo fine a due secoli di neutralità.

Il premier svedese affronta di petto il tema della deterrenza nucleare in Europa – cosa che Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto si guardano bene dal fare – scoperchiando così un dossier fino a poco tempo fa tabù. «Stiamo portando avanti discussioni costanti sia con la Francia che con il Regno Unito», ha spiegato Kristersson all’emittente pubblica Svt. «Non sono ancora molto precise; l’arsenale francese resta unicamente francese, ma Parigi sta mostrando apertura al dialogo con altri paesi». E Dagens Nyheter, il principale quotidiano in Svezia, in un editoriale scrive: «Non c’è motivo di fingere che l’adesione alla NATO sia andata come speravamo. Trump ora non sta solo minacciando di lasciare l’Europa: sta minacciando l’Europa stessa».

(*) Giornalista e scrittore

Related posts

Il nuovo presidente argentino Milei non vuole più accordi “segreti” con la Cina

Redazione Ore 12

Superato il Canada, il Brasile diventa la nona maggiore economia al mondo

Redazione Ore 12

Sudan, una guerra che esprime il peggio dell’umanità

Redazione Ore 12