Tre operai sono morti sabato mattina a Torino a seguito del cedimento di una gru da cantiere in via Genova. Altre tre persone, due sono passanti, sono rimaste ferite. La gru è caduta appoggiandosi su un palazzo di sette piani, per poi adagiarsi in strada. Fortunatamente in quel momento, oltre ai passanti coinvolti, non transitavano mezzi pubblici ed automobili, altrimenti il bilancio potrebbe essere stato di ben altre dimensioni. I Vigili del Fuoco hanno lavorato a lungo per rimuovere la gru, che, di fatto, aveva paralizzato la strada. Sul posto sono arrivate quattro squadre di pompieri. Nelle ultime 24 ore sono state sette le vittime sul lavoro, altri quattro incidenti nella giornata di venerdì con quattro vittime, tra i 50 e i 60 anni. Si chiamavano Vittorio, Pierino, Luigi e Adriano. Due degli operai lavoravano senza regolare contratto. La strage del lavoro non si ferma in un anno che ha già contato 1.017 morti. Una lunga scia a cui si è aggiunta l’ultima vittima: un uomo sulla sessantina, schiacciato dal braccio di una gru in Porto Vecchio a Trieste. Si chiamavano Vittorio, Pierino, Luigi e Adriano morti in altrettanti diversi incidenti nelle ultime 24 ore. Vittorio Tommasone, 59 anni, lavorava a Ischia e stava ristrutturando un edificio privato. Ha perso la vita cadendo da un’impalcatura. Non aveva un contratto. Così come non lo aveva neanche Pierino Oronzo, 55 anni, stava effettuando lavori di posa di una guaina su un palazzo del salernitano quando è morto. Morti in nero, senza tutele, senza diritti. Luigi Aprile, invece, di anni ne aveva 51 e stava spostando una gru quando il macchinario si è inclinato e lui è precipitato da un’altezza di 10 metri. È accaduto a Massafra, nel tarantino. Infine, Adriano Balloi, 60 anni di Tortolì, è finito incastrato sotto un escavatore. Quattro vittime in un solo giorno, ma è un dato solo di poco superiore alla tragica media di un anno che ha già contato 1.017 morti. Una lunga scia a cui si sono aggiunti, in questo sabato nero per il lavoro, le tre vittime di Torino e un uomo sulla sessantina, schiacciato dal braccio di una gru in Porto Vecchio a Trieste.
