Siglato a Firenze dal presidente della Toscana Eugenio Giani e dal presidente di Associazione vivaisti italiani (Avi) Vannino Vannucci, il protocollo “Piante di Toscana”. Alla cerimonia della firma tra Regione Toscana e Avi erano presenti anche Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale della Toscana, l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras, il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika e il presidente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia Francesco Ferrini. Obiettivo del protocollo è riconoscere e strutturare “Piante di Toscana” come elemento identitario capace di esprimere in modo integrato valori di qualità, origine e sostenibilità.
La Toscana concentra circa il 40% della produzione vivaistica italiana, configurandosi come la prima regione del Paese per valore e specializzazione del settore. Il distretto vivaistico pistoiese, con circa 1.500 aziende, oltre 3.500 ettari coltivati e migliaia di addetti diretti e indiretti, rappresenta uno dei più importanti poli produttivi ornamentali d’Europa, con una forte vocazione all’export verso oltre 60 Paesi.
Il protocollo siglato oggi si inserisce nella direzione di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Regione Toscana e Associazione vivaisti italiani, referente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia. L’intesa si sviluppa lungo alcuni assi strategici, quali la promozione coordinata del marchio “Piante di Toscana” con azioni integrate di comunicazione e iniziative anche sui mercati internazionali. Parallelamente, la Regione e il settore vivaistico collaborano per diffondere infrastrutture verdi e progetti di rigenerazione urbana, incoraggiando gli enti locali a utilizzare il verde come strumento di qualità urbana e mitigazione climatica.
Un altro pilastro riguarda la tutela fitosanitaria, con un sistema condiviso di prevenzione, monitoraggio e controllo delle avversità, in sinergia con il Servizio fitosanitario regionale e con il centro “Pistoia FitoLab”, per rispondere alle sfide poste dalla mobilità dei materiali vegetali e dai cambiamenti climatici. Il protocollo investe inoltre in ricerca e innovazione, comprese sperimentazioni legate all’intelligenza artificiale e nella valorizzazione delle buone pratiche ambientali e sociali già adottate dalle imprese, dall’economia circolare al risparmio idrico. Un ruolo centrale è attribuito alla formazione professionale, con l’obiettivo di costruire un sistema formativo dedicato al verde e al vivaismo.
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