Cronaca

Tragedia di Mestre, i tanti rischi di un viadotto alto e con tante intersezioni viarie

 

Oggi è un consigliere regionale della Lega-Liga veneta, ma Marco Dolfin, è anche un addetto ai lavori del settore automobilistico-tranviario dell’Actv di Venezia: attualmente è in aspettativa per il ruolo politico, ma non ha dimenticato di essere passato spesso dove è avvenutala tragedia di Mestre. Proprio nella veste di lavoratore di Actv si dice “personalmente colpito e affranto da questo incidente, una tragedia immane”. E “tante e tante volte, mentre ero in servizioricorda– ho attraversato quei tratti di strada alla guida di un autobus di linea, e devo dire che sono sempre stati dei passaggi svolti con un po’ di apprensione, con la ‘pelle sollevata’, proprio perché il cavalcavia è alto e le intersezioni viarie in quel tratto sono molto concentrate”. Il luogo dell’incidente, continua Dolfin, “è un punto in cui aumenta esponenzialmente il rischio per chi guida, soprattutto per chi trasporta persone o conduce mezzi pesanti. Anche ieri sera, un’ora prima dell’incidente, sono passato lì in auto dopo la commissione a Venezia”. E oggi si stringe “al cordoglio delle famiglie delle vittime e dei feriti, ma anche alle famiglie di conducenti e professionisti al volante che perdono la vita o la rischiano ogni giorno, prestando un servizio”. Ora si cercherà di chiarire dinamica e cause. “Condivido la richiesta dei sindacati del settore trasporto: la sicurezza nel lavoro e sulle strade della città deve riceva la massima attenzione”. Anche Jonatan Montanariello (Pd), vicepresidente della commissione Trasporti in Regione, sottolinea come “la comunità degli autoferrotranvieri sia spesso sotto attacco e oggetto di strumentalizzazioni politiche. Questa tragedia ci riporta a considerare questo come un lavoro a rischio, perché svolto sulle strade e perché gli addetti sono a contatto con un’utenza sempre più spesso complicata, basta vedere le continue aggressioni”. Da “appartenente a questa categoria, continuo a ribadire che ci vuole più rispetto non solo per le condizioni economiche ma anche per la qualità del lavoro”, afferma Montanariello. “Una tragedia di queste proporzioni impone un lavoro di inchiesta complesso, cui guardare con il massimo rispetto”, aggiunge assieme a Vanessa Camani, capogruppo Pd in Regione, chiedendo di affiancare la ricerca della verità “alla necessità di affrontare con rigore le politiche pubbliche del trasporto. Servono investimenti per la sicurezza stradale, sul fronte infrastrutturale e per garantire condizioni, operative e contrattuali, di piena tutela dei lavoratori”. Nel Pd l’europarlamentare Elisabetta Gualminiparla di immensa tragedia, una vera e propria strage. Il mio pensiero va ai parenti delle vittime, tra cui anche minori. Massima vicinanza all’intera comunità di Venezia e un ringraziamento al personale medico, paramedico e infermieristico, ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine che con coraggio e abnegazione hanno affrontato lai primi soccorsi. Le immagini che abbiamo visto sono di una drammaticità sconvolgente”. Elena Ostanel, consigliera regionale de Il Veneto che vogliamo, afferma: “Chiarite per quanto possibile le cause di questa tragedia, al momento inspiegabile, giungerà anche il momento della riflessione. Vedo che in questi primi momenti molta attenzione si concentra sullo stato del guardrail. Si potrebbe ragionare sull’efficienza di sistemi di contenimento vetusti su arterie di grandissima percorrenza come quella di Mestre, alle prese con mezzi anche molto pesanti, come era l’autobus caduto”. Insomma “stiamo attuando la corretta manutenzione sulle nostre infrastrutture? È una riflessione da compiere in tempi brevi, per scongiurare il rischio, anche remoto, che possano ripetersi tragedie come quella avvenuta”.

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