C’è l’ipotesi di omicidio stradale plurimo nell’inchiesta aperta dalla Procura di Venezia sul disastro del bus di turisti precipitato da un cavalcavia a Mestre la sera del 3 ottobre. Tra le ipotesi scatenanti dell’incidente una manovra azzardata, con l’affiancamento ad un altro bus e un guardrail vecchio; oppure, sommato a questo, un malore dell’autista che non è riuscito a controllare il mezzo. “Non ci sono allo stato indagati – ha confermato il Procuratore Bruno Cherchi – mentre il guardrail, la zona di caduta del bus e lo stesso mezzo sono stati posti sotto sequestro”. E’ stata anche acquisita la ‘scatola nera’ del mezzo “che sarà esaminata – ha spiegato Cherchi – solo quando si saprà che non è un’operazione irripetibile. Altrimenti aspetteremo lo sviluppo dell’inchiesta, affinché tutte le parti coinvolte possano avere le perizie”. Le indagini si concentrano sull’analisi di un video ripreso nei momenti dello schianto alla ‘Smart control room’ del Comune di Venezia. La telecamera è puntata alla base della rampa che da Mestre porta a Venezia, e ritrae la sommità del cavalcavia, nel tratto in discesa verso la bretella per l’autostrada A4. Si nota il bus affiancarne un altro, presumibilmente fermo al semaforo che immette a sinistra, verso Marghera, e che ha la freccia inserita. Subito dopo si nota il mezzo piegarsi e cadere, mentre l’altro pullman aziona improvvisamente lo stop. Non si intravvedono altri veicoli davanti.’ Intanto, sono state identificate tutte le 21 vittime, tra cui un bambino di un anno e mezzo e una ragazzina di 11. Le indagini si concentrano anche sulle condizioni della strada. Un’immagine satellitare del 2022 di Google Maps mostra che lungo il cavalcavia di Mestre in cui è precipitato il bus, manca un tratto di guardrail. Proprio la barriera di protezione, che potrebbe essere obsoleta, è uno degli elementi al vaglio della procura di Venezia. La procura di Venezia ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto ed gli investigatori hanno già esaminato le immagini delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica dell’incidente. La Regione Veneto ha allestito e già attivato all’Ospedale dell’Angelo un servizio di accoglienza e una sala dedicata per i parenti delle vittime della tragedia del bus di Mestre. Nell’androne del nosocomio è attivo il punto di prima accoglienza che indica alle persone dove rivolgersi. In questi minuti sono già molte quelle arrivate all’ospedale. Per loro è stato attivato anche un servizio di interpretariato in lingua tedesca, ucraina, spagnola e francese. I parenti sono assistiti da un team di specialisti composto da sette psicologi e tre psichiatri. Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto nel corso di Non Stop News su RTL 102.5 con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro per fare il punto sulla situazione. “Partiamo dalla telefonata del responsabile del 118, che quando chiama c’è sempre un problema, ma mai avrei pensato a una cosa del genere: una strage con 21 morti e 15 feriti, tra cui una bambina di un paio d’anni e un adolescente. Fra i feriti, 5 sono in condizioni gravissime. Abbiamo utilizzato 5 ospedali; Treviso ha svuotato il pronto soccorso per accogliere i feriti, mentre l’ospedale centrale di Mestre si è occupato in prima linea del soccorso. Dolo, Mirano e Padova hanno pazienti politraumatizzati. Fra i feriti ci sono anche due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di 12-13 anni e ci sono due fratellini. Tra le nazionalità coinvolte ci sono ucraini, spagnoli, croati e francesi. Questo è solo uno spaccato di quello che era un pullman turistico, un pullman elettrico di recente costruzione nel 2022″, afferma Zaia.
aggiornamento tragedia Mestre ore 10.14
