di Giuliano Longo
Donald Trump è disponibile a incontrare Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca confermando in parte le notizie del New York Times. La possibilità è stata discussa in una chiamata tra Trump e Zelensky che, secondo una fonte ucraina di alto livello, ha coinvolto anche il segretario Generale della Nato Mark Rutte e i leader di Gran Bretagna, Germania e Finlandia. “I russi hanno espresso il desiderio di incontrare il presidente Trump, e il presidente è disponibile a incontrare sia il presidente Putin che il presidente Zelensky“, ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt. “Ci sono buone chance di un incontro con Putin“. ha detto il Presidente Americano senza specificare una data o un luogo. Secondo il New York Times, Trump intende incontrare di persona Vladimir Putin entro la prossima settimana e prevede di organizzare subito dopo un incontro tra lui, il leader del Cremlino e Volodymyr Zelensky. Per il NYT, il tycoon avrebbe già informato i partner europei
Da Mosca non sono ancora giunte dichiarazioni ufficiali dalla Russia, ma l’annuncio di Trump è in linea con le previsioni del portavoce di Putin, Sergey Lavrov che in precedenza aveva annunciato “grandi sorprese”.
Comunque per ora non sono stati resi noti da nessuna delle due parti i termini discussi, ma sappiamo solo che gli argomenti erano l’Ucraina e la cooperazione strategica tra Stati Uniti e Russia.
Di sicuro si tratta di uno sviluppo molto importante, ma che comporta molti rischi per le due parti, ma soprattutto per Trump che dovrà controllare Zelensky.
Voci ormai diffuse riferiscono che Washington vorrebbe sbarazzarsi di lui perché rappresenta un ostacolo a un accordo quindi non si possono escludere anche sviluppi in tal senso, anche se ilTYcoon ha gà indicato la possibilità di un successivo incontro a tre, Trump-Putin-Zelensky.
Nel frattempo il Tycoon ha imposto all’India dazi al 50% che rappresentano una mossa azzardata perché l’India dovrà reagire e gli Stati Uniti si troveranno nella posizione di rafforzare l’allineamento militare tra India e Russia.
Una scelta anche Ideologicamente controproducente, poiché l’India è un Paese democratico, mentre viene trattata come un paria, probabilmente inducendola un accordo con Mosca per l’acquisto acquistare dei nuovi caccia russi Su-57 invece degli F-35 del quale a Dehli si discute da almeno due anni.
Ma non tutto potrebbe filare liscio poiché ci sono anche i potenziali “fattori di disturbo” , far questi l’insoddisfazione di Regno Unito e Francia, che insieme all‘Estonia e ad altri paesi, – forse non la Germania – potrebbero accettare non di buon grado un accordo negoziato sull’Ucraina.
Già i russi hanno riferito (leggi articolo ORE 12) che il Regno Unito sta pianificando una provocazione – probabilmente nel Baltico o nel Mar di Finlandia – che potrebbe innescare una risposta britannica e potenzialmente della NATO, costringendo gli Stati Uniti a sostenere una posizione duramente anti-russa.
“L’incidente” potrebbe riguardare la “flotta ombra” costituita da navi che trasportano petrolio russo e non sono assicurate dalla borsa di Londra.
Tuttavia, nel commercio marittimo sono disponibili altri strumenti assicurativi, quindi la terminologia intende caratterizzare queste navi in modo dispregiativo e non descrive lo status di queste petroliere.
Estoni e finlandesi hanno già tentato di ostacolare il transito di queste petroliere e di trascinarle in porto per “ispezioni”, ma la Marina russa lesta ora scortando queste petroliere per controbattere quelle che Mosca definisce “provocazioni”..
Altre incognite potrebbero riguardare “colpi di coda” ucraini. Si ricorda che nel corso dell’ultimo incerto cessate il fuoco dello scorso aprile gli ucraini hanno continuato ad attaccare il territorio russo.
Nonostante gli nevitabili fattori di rischio, sembra che la strada diplomatica possa finalmente portare a risultati concreti nella conclusione del conflitto in Ucraina.
Rimane da valutare in cosa consistano i dichiarati “accordi strategici” annunciati dopo il colloquio Putin-Witkoff, che potrebbero indicare questioni geopolitiche scottanti fra le quali l’iniziativa israeliana di occupare la Striscia di Gaza e la situazione più generale in Medio Oriente..
