Il leader americano, armeno e azero hanno presentato congiuntamente la “Trump Route for International Peace and Prosperity” (TRIPP) durante il loro incontro alla Casa Bianca di venerdì (nella foto).
Noto come “Trump Bridge” si tratta della presenza degli Stati Uniti del corridoio fra i due Paesi che la Russia aveva previsto dopo il cessate il fuoco del novembre 2020.
La sostituzione della Russia da parte degli Stati Uniti in quello che l’Azerbaigian aveva finora chiamato il Corridoio di Zangezur, priva Mosca della capacità di monitorare le esportazioni di armi turche verso l’Asia centrale, il che potrebbe col tempo accrescere l’influenza americana in Kazakistan e Kirghizistan.
Questi due Paesi fanno parte della CSTO (organizzazione di stati ex URSS) a guida russa e dell'”Organizzazione degli Stati Turchi” (OTS) a guida turca, quindi è possibile che l’OTS possa assumere le funzioni di sicurezza simili alla CSTO. .
Inoltre il disgelo delle tensioni armeno-azere e, di conseguenza, e quindi armeno-turche potrebbe rapidamente portare la stessa Yerevan, l’Azerbaigian e il Kazakistan a collaborare più strettamente con la NATO,.
Questi probabili esiti rappresenterebbero già una sfida abbastanza formidabile per la posizione regionale della Russia. La situazione se l’Azerbaigian e il Turkmenistan costruissero il gasdotto Transcaspico che si discute da tempo.
Finora l’Occidente non è stato in grado di attingere alle enormi riserve di gas del Turkmenistan a causa dell’instabilità dell’Afghanistan, delle sanzioni contro l’Iran e dell’opposizione di Iran e Russia a un gasdotto sottomarino.
Ciononostante, Stati Uniti e Turchia probabilmente ritengono che in questo momento Iran e Russia siano indeboliti, scommettendo di sostenere l’Azerbaigian con un supporto militare simile a quello ucraino in caso di guerra.
Ma né l’Azerbaigian né il Turkmenistan hannno piani per violare la Convenzione del Mar Caspi del 2018, ma non è detto che questo scenario regga di fronte alle pressioni occidentali.
Non è ancora se il rischio sia di conflitto caspico che tutto, ma è improbabiler che la Russia possa accettare senza reagire questi nuovi assetti che minacciano anche la sua presenza non solo in transcaucasia e nell’Asia Centrale , cui peraltro è interessata anche Pechino.
Non è fantasioso credere che lo sbocco di questa situazione dipenda dalla soluzione del conflitto ucraine da quegli accordi geopolitici con Putin, accennati da Trump.
GiElle
