Tajani dura risposta a Vance
di Andrea Maldi
Sono ore concitate alla Casa Bianca dopo la bufera della chat del Pentagono con le strategie di guerra nello Yemen, condivisa per mero errore con il caporedattore di Atlantic, Jeffrey Goldberg.
Nonostante tutto Donald Trump non solo difende a spada tratta Michael Waltz, il suo consigliere per la Sicurezza Nazionale colpevole del madornale errore, ma appoggia anche il suo vice presidente, J.D. Vance, che con parole pesanti insulta l’Europa e gli europei. Trump sostiene di approvare pienamente: “Sono d’accordo con lui, sono dei parassiti, lo sono stati per molti anni, ma non li biasimo, incolpo Biden”.
“Ha imparato la lezione ed è un brav’uomo. Non si deve scusare, sta facendo il suo meglio. La nostra sicurezza nazionale è più forte che mai, abbiamo un gruppo incredibile, nessuna informazione classificata è stata condivisa” aggiunge poi il Tycoon in difesa del consigliere Waltz.
Per quanto riguarda Signal, la chat teatro dell’incredibile vicenda, il commander in chief sostiene che “lo fanno tutti anche in ambienti militari”, e comunque “queste cose accadono quando si è fuori dal luogo più sicuro al mondo, la Situation Room”. Aggiunge che verrà “fatta una verifica approfondita”. Infine the Donald ha attaccato il redattore capo della rivista statunitense definendolo un “viscido che si sta facendo pubblicità” e che “nuoce agli americani”.
Ma queste parole potrebbero non essere sufficienti a distogliere l’attenzione sulla vicenda. Infatti i 19 alti funzionari dell’amministrazione Trump potrebbero aver commesso tre gravi violazioni:
- Aver fatto partecipare, anche se per errore, un reporter. Una persona estranea al blindato staff del presidente, potrebbe configurarsi – come afferma anche il NYT – violazione dell’Espionage Act.
- L’uso della chat Signal per informazioni top secret, che di regola vengono diffuse su piattaforme governative altamente criptate, anche in caso di furto o smarrimento del dispositivo.
- I messaggi dei funzionari pubblici sono documenti da conservare. Chiusa la chat i messaggi sono invece andati persi.
Probabilmente il caso è destinato ad andare avanti, anche in virtù del fatto che Jeffrey Goldberg ha annunciato di voler pubblicare altri elementi della chat.
Insieme all’agitazione mediatica sulla sicurezza ne sta nascendo un’altra sullo scambio di alcuni messaggi al veleno contro l’Unione Europea tra il vice presidente Vance e il capo del Pentagono Pete Hegseth: “Non sopporto di dover salvare di nuovo l’Europa” ha scritto il vice Tycoon alludendo agli attacchi contro gli Houthi in Yemen, “Condivido pienamente il tuo odio per il parassita europeo, è patetico” la replica del segretario alla Difesa.
Subito la replica stizzita del capo della Farnesina, Antonio Tajani: “ricordo a Washington che, con la missione Aspides, i nostri mercantili ce li proteggiamo da soli, con la nostra Marina militare che ha abbattuto diversi droni lanciati dagli Houthi contro di noi. Forse Vance è appena arrivato, magari non conosce il pregresso, ma siamo integrati in una serie di operazioni, anche con gli Stati Uniti e Inghilterra… Questo per precisare, con grande rispetto e senza odiare nessuno”.
Intanto Mike Waltz si è assunto la piena responsabilità di aver inserito per sbaglio il direttore del magazine nella chat crittografata del Pentagono, ma ha anche sospettato che il giornalista “in qualche modo sia riuscito ad intrufolarsi nel gruppo Signal”.
Nella foto Trump in compagnia del suo vice, Vance
