La guerra di Putin

  Trump – Putin, il 15 agosto vertice in Alaska

di Giuliano Longo

Donald Trump ha dichiarato che incontrerà il presidente russo Vladimir Putin venerdì prossimo in Alaska per discutere della fine del conflitto ucraino, sicuramente una svolta dopo settimane di frustrazione per il fatto che non si stesse facendo di più per sedare i combattimenti.

Scartata quindi la possibilità di un vertice a Roma, come evidenziato fantasiosamente dai media Italiani, questo potrebbe rivelarsi cruciale per una guerra iniziata più di tre anni fa, anche se non vi è alcuna garanzia che fermerà immediatamente i combattimenti, poiché Mosca e Kiev restano molto distanti.

Nel corso dell’incontro con la stampa alla Casa Bianca prima del suo post che confermava data e luogo, Trump ha suggerito che qualsiasi accordo probabilmente comporterà “uno scambio di territori”, ma non ha fornito dettagli.

Analisti, compresi alcuni vicini al Cremlino, hanno ipotizzato che la Russia potrebbe offrire di rinunciare ai territori sotto il suo controllo al di fuori delle quattro regioni che afferma di aver annesso.

L’ultimo incontro fra Putin e un presidente americano si è svolto a Ginevra nel 2021 con Joe Biden , prima dell’Operazione Militare Speciale, come era stata inizialmente denominata l’invasione dell’Est ucraino.

Putin ha incontrato Trump sei volte durante il primo mandato  e con  Barack Obama in nove occasioni..  Putin e George W. Bush si sono visti invece 28 volte durante i due mandati dell’ex presidente americano, e il leader del Cremlino è stato il primo a chiamarlo dopo gli attacchi dell’11 settembre alle Torri Gemelle.

Quanto alla scelta dell’Alaska come luogo del primo incontro, il portavoce del Cremlino Ushakov ha detto che “Russia e Stati Uniti sono vicini di casa, confinanti. E sembra del tutto logico che la nostra delegazione attraversi semplicemente lo Stretto di Bering e che un vertice così importante e atteso dei leader dei due Paesi si tenga in Alaska”.

Come riportato dal Wall Street Journal, Putin avrebbe presentato a Steve Wikoff, inviato speciale del presidente americano, la Russia  intende ottenere  il pieno controllo dell’intera regione del Donbass di cui controlla già gran parte già annessa con il referendum alla Federazione del 2014 e delle regioni  di Donetsk e Luhansk.

Per la Crimea se ne dà per scontata l’occupazione del territorio storicamente russo.

Secondo le rivelazioni di  Witkoff, Trump e Putin presenterebbero congiuntamente una roadmap per porre fine alla guerra, a cui seguirebbero poi negoziati formali con l’Ucraina.

I funzionari di Kiev hanno affermato di non escludere nulla, ma insistono sul fatto che qualsiasi processo di pace debba iniziare con un cessate il fuoco completo con il pretesto  la costituzione ucraina, qualsiasi concessione territoriale deve essere approvata tramite referendum nazionale.

“Si tratta di territori contesi da tre anni e mezzo… Stiamo valutando la possibilità di restituirne alcuni e di scambiarne altri. È complicato. Alcuni torneranno, altri saranno scambiati: ci sarà uno scambio territoriale.”

In merito a questa ultima questione Trump ha precisato ai giornalisti che “Lui (Zelensky) ha iniziato a lavorare per ottenere ciò che serve. Non è autorizzato a fare certe cose? Beh, allora deve ottenere l’autorizzazione in fretta, perché ci stiamo muovendo verso un accordo. E lo sta facendo“..

Aggiungendo la convinzione  di credere che Putin sia sinceramente interessato a raggiungere la pace in Ucraina, ma la possibilità di un incontro fra il Presidente russo e Zelensky, è una  questione che deve ancora essere risolta.

Infine il Presidente americano  ha avvertito che il conflitto tra Russia e Ucraina avrebbe potuto degenerare in una guerra mondiale senza il coinvolgimento degli Stati Uniti. Sugerendo di non usare l’espressione “ultima possibilità per la pace” riferendosi al prossimo incontro con Putin.

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