“Vi dico che questi paesi ci stanno chiamando per baciarmi il culo”. Si è espresso così Donald Trump durante la cena del National Republican Congressional Committee a Washington parlando dei Paesi colpiti dai dazi che vogliono trattare per ridurre le tariffe. Rivolgendosi alla platea dei repubblicani per rivendicare la sua linea dura, il presidente americano ha assicurano che i tanti Paesi colpiti dalle tariffe “muoiono dalla voglia” di fare un accordo. Che dire, se questo è un Presidente… Trump ha poi difeso la sua linea in tema di dazi, affermando che gli Stati Uniti “guadagnano 2 miliardi di dollari al giorno” grazie ai dazi. Trump ha anche reso noto che Giappone e Corea del Sud stanno inviando rappresentanti negli Stati Uniti proprio per negoziare e raggiungere un accordo sui nuovi dazi. “L’America – ha assicurato Trump – tornerà molto presto ad essere molto ricca”. Poi il rilancio sulla Cina che ha subito un rialzo stratosferico delle misure sul suo export. Gli Stati Uniti hanno iniziato infatti ad imporre dazi del 104 per cento sui prodotti cinesi a partire da domani, mercoledì, in seguito alla ritrosia di Pechino a revocare le sue misure di ritorsione. Lo ha riferito Fox News, citando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
“La portavoce della Casa Bianca (Leavitt) afferma che dazi aggiuntivi del 104 per cento sono entrate in vigore a mezzogiorno ET perché la Cina non ha revocato la sua ritorsione. La tariffa aggiuntiva del 104 per cento sarà implementata a partire da domani, 9 aprile”, ha riferito Fox News su X. Washington ha imposto una tariffa minima del 10 per cento su tutte le importazioni a partire dal 5 aprile, con tariffe più elevate per i Paesi con cui gli Stati Uniti hanno il più grande deficit commerciale dal 9 aprile. Ad esempio, nel caso della Cina i dazi sono del 34 per cento, nel caso dell’Unione Europea del 20 per cento e in India del 26 per cento. In risposta, venerdì scorso il Consiglio di Stato cinese ha annunciato che Pechino avrebbe imposto dazi aggiuntivi del 34 per cento su tutti i beni provenienti dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile. Lunedì scorso, Trump ha minacciato la Cina di imporre un ulteriore dazio del 50 per cento a partire da mercoledì se Pechino non avesse revocato i nuovi dazi. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt in una conferenza stampa ha detto che il presidente (Trump) ha inoltre voluto dire a tutti che se la Cina si facesse avanti per negoziare un accordo, sarebbe incredibilmente cortese, ma farebbe ciò che è meglio per il popolo americano”.
