Decreto Bollette, Confcommercio: “Bene l’impianto, ma mancano misure dirette per le Mpmi”
“Bene l’impostazione complessiva della bozza del decreto energia che introduce un insieme articolato di interventi che agiscono in modo strutturale sull’assetto del mercato energetico nazionale e vanno nella direzione del riequilibrio del sistema e del contenimento della volatilità dei prezzi come la revisione degli oneri connessi agli incentivi alle fonti rinnovabili e l’introduzione del servizio di liquidità sul mercato del gas, finalizzato a ridurre il differenziale tra il prezzo italiano PSV e il TTF olandese”. Così Confcommercio sulla bozza del decreto energia. Nel testo manca attualmente una misura specificamente dedicata alle mpmi di riduzione strutturale e generalizzata degli oneri di sistema, che ancora oggi pesano per oltre il 20% sul totale della bolletta elettrica. Tale intervento, secondo Confcommercio, potrebbe trovare adeguata copertura finanziaria mediante l’impiego di quota parte dei proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione di CO2. “È dunque auspicabile che, nella versione definitiva del provvedimento, alle riforme di lungo periodo vengano affiancati interventi tempestivi e mirati a favore delle imprese di minori dimensioni che rappresentano l’ossatura del tessuto produttivo del Paese e necessitano di segnali concreti e immediati sui costi energetici per restare competitive”.
Confartigianato sul Dl Energia: “Così si penalizzano le piccole imprese”
Forte preoccupazione di Confartigianato per la nuova versione del Dl Energia, in attesa dell’esame del Consiglio dei Ministri. Il testo, secondo la Confederazione, presenta aspetti critici e risulta peggiorativo rispetto alle bozze precedenti, soprattutto per quanto riguarda le misure sugli oneri generali di sistema a carico delle micro e piccole imprese.
Secondo Confartigianato, l’allungamento dei tempi di pagamento degli oneri fino a 10 anni, al tasso di interesse del 6%, crea un effetto apparente di diminuzione della bolletta energetica, perchè ne riduce il costo annuale ma ne aumenta l’impatto reale complessivo sui consumatori, pari, sembrerebbe, a 10 miliardi. Questa misura colpisce 6,7 milioni di punti prelievo delle piccole imprese alimentate in bassa tensione. Di questi, oltre 650mila punti prelievo riguardano le piccole imprese manifatturiere operanti nelle filiere tipiche del made in Italy che, oltre all’aumento del prezzo dell’energia, scontano anche un gap competitivo rispetto ai produttori industriali energivori. Inoltre, il costo degli interessi continua ad essere ripartito secondo logiche fortemente sperequate, che vedono le piccole imprese contribuire per circa il 50% del gettito richiesto agli usi industriali.
“Non si può chiedere ancora una volta alle micro e piccole imprese di sostenere la parte più pesante dei costi, diluendo al contempo i benefici – dichiara il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli –. Così si aggravano le distorsioni anziché correggerle”.
Per quanto riguarda gli accordi di lungo periodo per l’energia rinnovabile, viene eliminata l’esclusione delle PMI, ma restano forti vincoli all’aggregazione, con il coinvolgimento di Acquirente Unico e nuove linee guida ARERA che, in passato, non hanno trovato adesione per l’eccessivo peso burocratico.
Infine, desta preoccupazione il trasferimento in bolletta elettrica di parte dei costi del gas delle centrali termoelettriche. Gli effetti sui prezzi finali sono incerti e la misura – subordinata al via libera Ue – rischia di gravare sulla tariffa di distribuzione, sostenuta soprattutto da piccole imprese e famiglie.
“Le piccole imprese non possono essere considerate un bancomat – conclude Granelli –. Servono scelte coerenti che le riconoscano come risorsa strategica per il Paese, non come base su cui scaricare nuovi costi”.
Energia, Cna: “Per micro e piccole imprese le bollette sono un’emergenza”
“Ridurre in modo strutturale e rapidamente i costi energetici è essenziale per la competitività del tessuto produttivo e in particolare per la platea delle micro e piccole imprese”. È quanto sottolinea CNA condividendo le parole del Presidente del Consiglio in vista del vertice europeo, secondo cui i prezzi dell’energia rappresentano una priorità.
La Confederazione ricorda che in Italia il peso delle bollette è ben superiore alla media europea con punte del 50-60% rispetto a Paesi come Francia e Spagna e le piccole imprese sopportano un costo dell’energia che supera di tre volte quello delle energivore per effetto di un sistema non equo. Ad esempio, una piccola impresa paga 70 euro per megawattora di oneri generali contro i 6-14 euro delle grandi imprese, e a differenza di altri Paesi non può accedere a tutta una serie di agevolazioni.
Pertanto, CNA auspica risposte concrete dal vertice europeo e, in vista del decreto bollette, che sarà all’esame del consiglio dei ministri la settimana prossima misure efficaci per il taglio dei costi energetici delle piccole imprese, auspicando anche una maggiore concorrenza tra gli operatori sui mercati dell’energia elettrica e del gas e la revisione dei meccanismi di formazione del prezzo all’ingrosso.
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