Il Consiglio dell’Ue ha adottato una serie di sanzioni per contrastare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, le sue attività ibride e il suo sistematico disprezzo del diritto internazionale, compresi i diritti umani.
Il pacchetto comprende complessivamente 34 individui e 47 entità.
Le misure limiteranno ulteriormente il complesso militare-industriale russo, ridurranno le entrate energetiche della Russia prendendo di mira il suo ecosistema della flotta ombra, contrasteranno le minacce ibride e la diffusione della propaganda di Stato russa che giustifica la sua guerra di aggressione, e smaschereranno la repressione sistematica e le violazioni dei diritti umani in Russia, nonché il ripetuto disprezzo del Paese per la Convenzione sulle armi chimiche.
Nel mirino produttori e fornitori di droni
La Ue impone misure restrittive a 7 individui e 21 entità che sostengono il complesso militare-industriale russo e i suoi complici in paesi terzi. Le misure prendono di mira diversi produttori e fornitori di droni e altre attrezzature militari destinate alle forze armate russe per l’impiego nella guerra di aggressione contro l’Ucraina, tra cui la JSC ‘Lavochkin Research and Production Association’, fondata dalla società statale russa per le attività spaziali ‘Roscosmos’, le LLC Rustakt, Llc Asfpv, Llc Ionos e le società cinesi Shenzhen Minghuaxin e Xinxiang Richful Lubricant Additive Company – uno dei maggiori produttori e distributori di additivi per lubrificanti con sede in Cina –, nonché Era Military Innovation Technopolis e la Foundation for Advanced Studies, entrambe istituite dal governo della Federazione Russa per lo sviluppo di sistemi senza pilota avanzati per scopi militari. Il pacchetto di provvedimenti include l’inserimento nell’elenco di due persone fisiche – Tahir Garayev e Konstantin Rogach – e di 24 entità collegate al trasporto e all’esportazione di petrolio greggio o prodotti petroliferi dalla Russia, anche attraverso la flotta ombra russa, uno strumento progettato per eludere le sanzioni dell’Ue e che rappresenta una minaccia per la sicurezza marittima e l’ambiente. Questi elenchi comprendono Lukoil-Western Siberia e numerose società con sede in Russia, Liberia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Azerbaigian e Hong Kong. Le nuove liste di 10 persone e un’entità includono diversi importanti propagandisti russi coinvolti nella manipolazione e nell’interferenza dell’informazione straniera (Fimi), come Anatoly Kuzichev, Kirill Fedorov, Roman Antonovskii e Maria Volkonskaya, caporedattrice del quotidiano statale ‘Krymskaya Gazeta’. Sono responsabili della diffusione di disinformazione volta a giustificare, promuovere o legittimare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, o a diffondere narrazioni ostili e manipolative contro l’Ucraina, con l’obiettivo di disumanizzare gli ucraini o di distorcere i fatti storici. Inoltre, il Consiglio ha inserito nell’elenco Alexandra Jost, influencer sui social media residente in Russia, e Georgiy Shevkunov, vescovo della Chiesa ortodossa russa che svolge un ruolo attivo nella diffusione di propaganda e disinformazione russa volte a giustificare l’aggressione armata della Russia contro l’Ucraina, nonché la Fondazione presidenziale per le iniziative culturali, una fondazione creata per decreto del presidente russo Vladimir Putin.
Nell’elenco anche giudici e pubblici ministeri
Alla luce della dichiarazione congiunta del 16 febbraio 2026 di Regno Unito, Svezia, Francia, Germania e Paesi Bassi in relazione all’avvelenamento di Alexei Navalny avvenuto nel febbraio 2024 con la letale tossina epibatidina, il Consiglio ha inserito nell’elenco anche un’entità e 15 individui, tra cui giudici e pubblici ministeri russi, nonché personale delle forze dell’ordine, della sicurezza dello Stato (FSB) e personale medico, per il loro coinvolgimento nella persecuzione, nell’avvelenamento e nella morte di Alexei Navalny. Le misure prendono di mira anche IPJSC NTK, un’azienda che ha collaborato con il Dipartimento delle Tecnologie dell’Informazione della città di Mosca allo sviluppo di un sistema di riconoscimento facciale destinato a monitorare e arrestare giornalisti indipendenti, attivisti dell’opposizione e partecipanti a proteste pacifiche a sostegno di Alexei Navalny e contro la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. A seguito della revisione annuale, il Consiglio ha inoltre deciso di rinnovare le misure restrittive introdotte dall’Ue in risposta all’annessione illegale della Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Federazione Russa, e di prorogarle fino al 23 giugno 2027.
