di Giuliano Longo
Mentre in alcuni paesi europei aderenti alla NATOrullano già i tamburi di guerra, non è improbabile che dopo la sconfitta di Avdiivka ci si possa attendere nuovi sviluppi, non necessariamente verso la pace.
Ricapitoliamo la situazione che ORE12ha seguito anche in tempi non sospetti quando ancora si pensava che i russi potessero essere sconfitti.
Avdiivkaè molto vicina alla città diDonetsk, la capitale della regione delDonbase si trova a metà strada tra Mariupol sul Mar d’Azov e Lugansk a nord. Sia Donetsk che Luhansk sono regioni (oblast) dell’Ucraina orientale con popolazioni prevalentemente di lingua russa che furono annesse dai russi nel settembre 2022.
La battaglia per Avdiivka è andata avanti per quattro mesi, ma da gennaio i russi hanno cominciato a indebolire i difensori ucraini con attacchi dal nord, alcuni dei quali concentrati sull’enorme impianto per la produzione di Coca-Cola, mentre a sud la città veniva attaccata sui fianchi.
Alla fine della prima settimana di febbraiole forze armate russe avevano tagliato la città in due e avanzavano costantemente martellandola la con artiglieria e bombe ad alto potenziale esplosivo.
Zelenskyjaveva puntato la sua reputazione su Avdiivka – come d’altronde aBakhmutnel maggio 2023 – e voleva che fosse mantenuta a tutti i costi anche licenziando il comandante in capo Valerii Zaluzhny, che vedeva Avdiivka come una causa persa. Tanto da voler ritirare le forze ucraine dalla linea di contatto e spostarle in fortificazioni difendibili che potessero proteggere Kiev e le altre città importanti.
Invece il suo successore, il generale Syrskyè lo stesso la cui tattica portò al crollo di Bakhmut e a perdite molto pesanti, guadagnando a quella città il nome di “tritacarne”. Appena dopo la nomina il generale ha richiamato quattro brigate per salvare Avdiivka dal collasso, ma i russi hanno scoperto la manovra e hanno attaccato con missili Iskander e armi a grappolo.
La propaganda ucraina si è scatenata, sostenendo che l’attacco russo era mirato al reparto maternità dell’ospedale di Selydov, resta però olfatto che anche secondo alcuni osservatori occidentali, l’Ucraina ha perso dai 1.000 ai 1.500 soldati,mentre la stampa europea ha riportato solo quanto fluiva dalla propaganda di Kiev.
Zelenskyj si stava stava recando alla Conferenza sulla sicurezza di Monacodove ha ricevuto una standing ovation dai partecipanti e in vista dell’evento, prima di lasciare Kiev, aveva ordinato a Syrsky diimpedire ai russi di prendere Avdiivka.
Syrsky si è dato da fare buttando nella mischia la 3a Brigata d’assalto separata che, in realtà, è la Brigata Azov rinominata, la spina dorsale del sostegno ultranazionalista a Zelenskyj. Se esiste una organizzazione ucraina che corrisponde alla descrizione di Putin sui nazisti ucraini, la 3a brigata ne è il principale esempio.
Quando le unità di questa brigata sono entrate ad Avdiivka, arrivando da nord, hanno trovato una situazione disastrosa con 4.500 soldati ucraini nella parte settentrionale della città, per lo più rintanati nella Coke Plant, mentre altri 3.500 si trovavano nel centro della città, ai margini dei quartieri del sud e di un vecchio aeroporto abbandonato.
La Azov rinominata ,ha disobbedito agli ordini e alcuni si sono arresi ai russi,questa situazione ha indotto Syrsky a ordinare la ritirata e ad abbandonare la città.
Un duro colpo per il prestigio di Zelenskyj e, a quanto pare, ci sono state telefonate rabbiose a Syrsky da Monaco,ma il generale non aveva altra scelta se non quella di arrendersi apertamente. Così il Presidente ha cambiato rotta ha annunciando una“nuova strategia”, proprio quella che Zaluzhny aveva precedentemente raccomandato.
Lo scacco di Avdiivka ha probabilmente indebolito il sostegno dei suoi più ardenti sostenitori nell’esercito, ha umiliato il suo ex comandante Zaluzhny sostituendolo con Syrsky che, dopo la sconfitta di Bakhmut, ha la reputazione di perdente.
Inoltre non ha fatto una bella figura con gli alleati che lo sostengono anche se ha ribattuto che si riprenderà la città. Come e quando non si sa.
Per ora la fortuna politica di Zelensky sta nel fatto che Washington non vuole un accordo con i russi pochè la sua strategia iniziale era quella di infliggere alla Russia molteplici sconfitte, spremere i russi e sostituire Putin.Inoltre, la “squadra” di Biden non sopporta l’idea che gli ucraini possano stringere un accordo con la Russia e indebolire “la loro politica”.
Dopo due anni di conflitto è evidente che la maggior parte degli elementi centrali della politica di Washington sono falliti. Le sanzioni non hanno spezzato l’economia russa, ma hanno spinto la Russia in una direzione completamente nuova, abbracciando Cina, India e BRICS.
La tecnologia statunitense non ha cambiato le sorti della guerra a favore dell’Ucraina. Inoltre impedire il dialogo con i russi ha contribuito a consolidare la loro visione russa secondo cui Washington e la NATO sono il nemico, ribadendo la loro versione secondo cui nel corso degli anni gli era stato mentito sull’espansione della NATO.
Mentre gli Stati Uniti e l’Europa non potevano, o non volevano, rivitalizzare la loro base industriale di difesa, i russi lo hanno fatto, come una implicita vendetta. Nel frattempo gli Stati Uniti e l’Europa insistono nella guerra e nella possibilità di sconfiggere Putin, mentrecentinaia di miliardivengono investiti nella ricostruzione dell’Ucrainache difficilmente avverrà sotto i loro gli auspici.
Quanto basta a giustificare l’opinione che il regime di Zelenskyj stia vacillando? Sicuramente non prima dell’esito delle elezioni presidenziali americanee senza contare sulle farneticanti dichiarazioni di Trumpin caso di sua vittoria nella corsa alla Casa Bianca, anche l’eventuale vittoria di Biden potrebbe segnare una svolta nel conflitto, che potrebbe virare verso una tregua congelata,oppure in un coinvolgimento diretto dell’Europa e della Nato nel conflitto.
Soluzione finale cui ambiscono da tempo Zelensky e il suo gruppo di potereche, rinviando sine die le elezioni, intendono garantirsi da eventuali competitors, ma soprattutto anche di una parziale manifestazione di dissenso dell’opinione pubblica ucraina
Nella foto Zelenskyj si fa un selfie ad Avdiivka il 29 dicembre 2023
