La guerra di Putin

Ucraina, fra dichiarazioni e smentite la pace non è vicina e i russi avanzano

 

Donald Trump ha detto giovedì che era in programma un incontro tra lui e il presidente russo Vladimir Putin, affermazione riportata dalla agenzia di stampa Reuters, ma il suo portavoce Peskov ha dichiarato alla agenzia russa Interfax che Mosca non ha ricevuto richieste di organizzare un incontro.

 

Con l’ avvicinarsi dell’insediamento di Trump la squadra del presidente eletto, Putin e Zelensky   sembrano in procinto di prepararsi per i prossimi negoziati di pace che potrebbero porre fine a una guerra che sta entrando nel quarto anno.

 

Le differnti dichiarazioni di Trump e del Cremlino sull’organizzazione di un incontro potrebbero segnalare una divisione nelle opinioni fra i leader russi e quelli americani su come risolvere il conflitto, smorzando le speranze sulla capacità di Trump di porre fine alla guerra ” immediatamente “ come ha sempre dichiarato, sollevando dubbi, almeno sui tempi, anche da parte di alcuni suoi collaboratori.

 

In una dichiarazione prima dell’incontro con i governatori Repubblicani a Mar-a-Lago il 9 gennaio ha dichiarato : “Lui (Putin)vuole incontrarci e noi lo stiamo organizzando” aggiungendo che “il presidente Putin vuole incontrarci. Lo ha detto anche pubblicamente e dobbiamo farla finita con questa guerra. È un casino sanguinoso”.

 

Solo due giorni prima, durante la conferenza stampa tenutasi nel suo resort in Florida il 7 gennaio, quando gli è stato chiesto dell’incontro con Putin, Si è rifiutato di fornire ai giornalisti una data, ma ha confermato che “Putin vorrebbe incontrarci, non credo sia appropriato incontrarci prima delle 20, cosa che detesto perché ogni giorno vengono uccise delle persone, molti giovani”.

 

In risposta a queste voci di un imminente incontro fra i due a il portavoce del Cremlino Peskov il 9 gennaio riferiva che “No, non ci sono state richieste. Ma, d’altro canto, per ovvie ragioni, sarebbe probabilmente più opportuno aspettare che il nuovo presidente degli Stati Uniti entri in carica. Se, dopo l’insediamento, rimane la volontà politica di riprendere i contatti al massimo livello, allora, naturalmente, il Presidente Putin non potrà che accoglierlo con favore. Ha ripetutamente parlato della sua disponibilità al dialogo e della necessità di questo dialogo.”

 

Questo non è l’ultimo esempio in cui il Cremlino contraddice le dichiarazioni del team di Trump. Poco dopo la sua vittoria il Presidente eletto aveva dichiarato di aver parlato telefonicamente con Putin e di aver discusso l’obiettivo della pace in Europa, dicendogli di non intensificare la guerra.

 

Anche allora il Cremlino smentì l’affermazione delle telefonata Peskov dichiarò “questo è completamente falso. È pura finzione; è semplicemente una falsa informazione, non c’è stata alcuna conversazione” insistendo sul fatto che “non ci sono ancora piani concreti”, ma Keith Kellogg, delegato alla questione ucraina dal presidente, ha recentemente riprogrammato un viaggio a Kiev a dopo l’insediamento del suo presidente alla Casa Bianca.

Sia Trump che Kellogg hanno ribadito che vorrebbero porre fine alla guerra al più presto , ma l’inviato ha raffreddato le aspettative ponendosi l’obiettivo di por fine al conflitto entro i primi 100 giorni della nuova presidenza.

 

E’ certo invece che Mosca non ha fretta di chiudere la partita approfittando dei vantaggi che sta ottenendo sui vari fronti di combattimento sperando di ottenere un risultato bellico decisivo entro questa primavera, periodo che curiosamente coincide con i 100 giorni indicati dal delegato del presidente.

 

E’ proprio sul fronte che l’esercito russo continua ad avanzare riconquistandosi città e villaggi una dopo l’altra. Lo confermano le dettagliate analisi dell’ Institute for the Study of War (ISW) americano con sede a Washington , secondo il quale i russi sono avanzati a Toretsk e nei pressi di Kurakhov, città situate nell’Oblast’ di Donetsk nell’Ucraina orientale, mentre continuano a respingere gli ucraini dal territorio russo di Kursk occupato dagli ucraini ad agosto dello scorso anno.

 

La regione di Donetsk, in gran parte conquistata dalle forze separatiste russe nel 2014, è stata al centro di gran parte dei combattimenti sin dall’inizio dell’invasione tre anni fa. La Russia ha continuato a inviare soldati in alcune zone di Donetsk per spingersi più in profondità nel territorio ucraino e conquistare altre aree nell’oblast zone della Zaporižja, nella parte ancora controllata da Kiev, mentre la centrale atomica è in mano loro dal 4 marzo 2022..

 

Il controllo dell’Ucraina sul territorio della regione di Kursk è stato invece descritto dal Segretario di Stato americano Blinken come un’importante merce di scambio per i futuri negoziati tra i due Paesi.

“La loro posizione a Kursk è importante perché sicuramente è un fattore che potrebbe essere preso in considerazione in qualsiasi trattativa che potrebbe aver luogo nel prossimo anno”, ha affermato Blinken lunedì scorso, come riportato dall’AFP

 

Un opzione piuttosto peregrina che potrebbe venir smentita nei prossimi mesi con la liberazione completa di quell’Oblast da parte russa, ma soprattutto, come mostrano le mappe ISW, dall’entità delle conquiste russe nel territorio di Kharkiv e più a ovest di Luhansk, controllata dalla Russia e non sistantedai confini con la Federazione. .

 

Infine l’ISW da sempre filoucraina, affermava martedì che la Russia avanzava “marginalmente” nella direzione di Kurakhov, il ministero della difesa del russo confermava  che le sue forze hanno “completamente liberato “  la città e stabilito il controllo totale su questo “importante polo logistico”. E’ evidente che la cattura di Kurakhov consentirà ai russi di catturare definitivamente il resto della regione orientale di Donetsk a “un ritmo accelerato”.

La città si trova a circa 20 chilometri a nord di Vuhledar, occupata dai russi nell’ottobre dello scorso anno , che si trova a oltre 30 chilometri a sud della città chiave di Pokrovsk, che è senza dubbio il fulcro degli sforzi del Cremlino nell’Ucraina orientale. In quanto hub logistico di enorme importanza per le forze di Kiev, Pokrovsk è stata cruciale per l’obiettivo strategico di Mosca, che è quello di annettere l’intera regione di Donetsk.

Nonostante gli appelli dei funzionari, a metà dicembre nella regione di Donetsk rimanevano circa 300.000 civili (probabilmente russofoni) di cui 54.000 vivevano direttamente in una zona di guerra attiva, che secondo la stampa russa attendono la “liberazione dal giogo ucraino”. Nel frattempo le autorità ucraine della regione stanno spostando verso le aree lontane dal fronte archivi militari, documentazione, valori e attrezzature che a breve potrebbero cadere in mano russa.

GiElle

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