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Ucraina. I piani di Washington per logorare Putin con un conflitto dai tempi lunghi

di Giuliano Longo 

Le agenzie russe riportavano, tre giorni fa, del terzo tentativo ucraino per far saltare il ponte della Crimeacon un drone marittimo.

ll terzo dopo l’attentato con un tir imbottito di esplosivo, ma ormai è chiaro che gli ucraini non molleranno l’osso e continueranno gli attacchi. Il ponte sullo stretto di Kerch che collega la Crimea alla Russia, ora è protetto, oltre che da sistemi aerei e navali, anche da uno sbarramento di navi appositamente affondate, ma è certo che gli ucraini lo attaccheranno ancora. Secondo un rapporto di Military Channel, l’ultimo tentativo è stato aiutato e incoraggiato dalle forze aeree statunitensi che coordinavano l’operazione, in particolare con il Global Hawk,il grande drone dotato di sofisticati sensori e di una piattaforma multi-intelligence che può controllare centinaia di chilometri.  Come nel caso del gasdotto Nord Stream,Washington non ha mai nascosto il desiderio di demolire questa sorta di monumento a Putin, ma soprattutto di grande valore strategico-militare per Mosca. Al momento non va esclusa l’intenzione americana di stabilizzare il fronte dando tempo all’Ucraina di mobilitare nuove forze, addestrarle ed riequipaggiarle. Il piano, secondo alcuni strateghi del Pentagono, si basa sulla riluttanza di Putin (almeno finora) ad impegnare il grosso delle sue forze in un’offensiva che spezzi l’esercito ucraino. Tentativo che per ora si intravede solo nelle operazioni in corso sul fronte nord in direzione di Kupyansk,dove sono in corso durissimi combattimenti. LaRussia invece punta probabilmente sul logoramento delle forze ucraineprima che i generali russi siano disposti a rischiare la vera offensiva, con altri morti che potrebbero inquietare i una opinione pubblica per ora favorevole o indifferente al conflitto.

Si ricorda che i 26mila caduti dell’Armata Rossa e il suo ritiro dall’Afghanistancontribuirono non poco al successivo crollo della Unione Sovietica.  Ecco perché in alcuni ambienti russi, non sempre estremisti, si vaneggiano attacchi ai depositi di rifornimenti in Germania, Polonia e altrove, per strangolare di fatto l’esercito ucraino. Posizioni per ora nettamente minoritarie, ma la situazione potrebbe cambiare nel caso, molto probabile, di continui  attacchi e  sabotaggi nel territorio della Federazione che potrebbero alimentare la rabbia della gente spingendo il Governo a scelte più radicali.  Non aiutano certo le dichiarazioni, capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, il quale afferma che l’Ucraina dovrebbe portare direttamente la guerra in territorio russo. Ciò significherebbe impegnare l’esercito per attaccare oltre confine,anche in profondità, non solo con bombardamenti, sabotatori, incendi dolosi, droni e omicidi mirati come avviene oggi.  Inevitabile la successiva rappresaglia di Mosca su Kiev, Odessa o altre grandi città ucraine.  Sul fronte sud Kiev conquista qualche manciata di chilometri ma non raggiunge ancora la seconda linea difensiva, anche se non è sufficiente sfondare una linea di difesa e spingersi in profondità senza che ogni chilometro  conquistato venga presidiato  contro i previsti attacchi nemici sui fianchi.

Apparentemente l’Ucraina ha esaurito parte del suo potenziale offensivo per raggiungere Robotyne (Rabotino), ma non è chiaro se avrà la forza sufficiente per spingersi oltre verso Mariupol isolando la Crimea dai territori occupati dai russi. Considerando l’alto livello delle perdite e con  l’avvicinarsi della stagione delle piogge, è probabile che l’offensiva si concluda entro la fine di settembre con  un guadagno marginale in alcune aree, ma con una  linea di contatto di 1.000 km sostanzialmente immutata dagli inizi del 2023. A Kiev nel frattempo arriveranno i caccia F16 e i carri armati americani Abrams, ma è probabile che questa guerra continui secondo un modello di logoramento, in cui le due parti continueranno battaglie di posizione con missili, aviazione e artiglieria. Quindi ancora migliaia di vittime da entrambe le parti, mentre i villaggi e le città ucraine verranno distrutte o cancellate. Sempre che un errore di valutazione o un calcolo errato possano portare un conflitto generalizzato in Europa. Washington tuttavia ostenta un certo ottimismo sull’esito del conflitto che dissangua anche la Russia, ma il problema anche per Washinton sono i tempi. La potenza e la ricchezza Usa sono enormi, ma non inesauribili e il rilancio intensivo dell’apparato industriale militare potrebbe non essere sufficiente a compensare i costi del conflitto, così come la lucrosa prospettiva della ricostruzione ucraina, peraltro già nei piani USA.

Insomma, la guerra costa cara e secondo Washington l’Europa non contribuisce ancora a livelli insoddisfacenti.

Ma se “l’immancabile vittoria” promessa da Zelensky dovesse tardare i problemi per l’amministrazione Biden, sotto elezioni, non mancheranno.

aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.20

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