Le forze speciali ucraine hanno riferito su X di aver colpito impianti strategici russi a oltre 3.000 km di distanza. “E’ la prima volta! E’ l’attacco più profondo della guerra”, hanno affermato in un post su X che è stato condiviso dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Le infrastrutture colpite sono due importanti impianti di lavorazione del condensato di gas: gli stabilimenti di Novy Urengoy e Purovsky. Entrambi si trovano nella regione di Jamalo-Nenec, in Siberia, una delle principali aree di produzione di petrolio e gas del Paese. “I droni delle forze speciali hanno percorso oltre 3.000 km per raggiungere gli obiettivi. Fino ad oggi, l’area era considerata una zona di retroguardia sicura per l’aggressore”, ha affermato Kiev.
Lanciati dalla Russia 149 droni nella notte, abbattuti 128
Intanto nella notte tra mercoledì e giovedì, le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con 149 droni; 128 di essi sono stati abbattuti. Lo riferisce l’Aeronautica militare ucraina. “Secondo le prime informazioni, alle 8 le forze di difesa aerea avevano distrutto o neutralizzato tramite guerra elettronica 128 droni, tra cui modelli Shahed, Gerbera e altri tipi. Sono stati registrati impatti in 13 località, mentre in nove punti sono stati rinvenuti resti di velivoli abbattuti”, viene riferito. Per respingere l’attacco, viene precisato, sono stati impiegati velivoli, unità missilistiche antiaeree, sistemi di guerra elettronica, unità di sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili delle forze di difesa ucraine. L’attacco è ancora in corso con diversi droni russi si trovano ancora nello spazio aereo ucraino.
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