di Giuliano Longo
Una lettura preliminare della telefonata Trump-Putin evidenzia che i due leader hanno concordato un accordo di cessate il fuoco limitato che tuteli le strutture energetiche in Ucraina e Russia. Un atto che in apparenza intende essere umanitario, ma che nella sostanza prelude a ben altri accordi fra i due sul problema energetico globale.
Ma prelude anche a un coinvolgimento della Russia nei delicati (o meglio sconvolti) equilibri geopolitici mediorientali dove Mosca potrebbe giocare un ruolo decisivo nel limitare la corsa al nucleare di Teheran garantendo anche La sicurezza di Israele.
Viene quindi abbandonata la prospettiva di una tregua generalizzata di 30 giorni che, irrealisticamente, Macron e Starmer volevano imporre con ultimatum a Putin che nemmeno ha risposto a quella che riteneva una provocazione o un sorta di “scomposta agitazione.
Dalla telefonata invece è emerso che “I leader hanno concordato che il movimento per la pace inizierà con un cessate il fuoco energetico e infrastrutturale, nonché con negoziati tecnici sull’attuazione di un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, un cessate il fuoco completo e una pace permanente. Questi negoziati inizieranno immediatamente in Medio Oriente”.
Mentre il Cremlino ha sottolineato,[presumibilmente il presidente Putin] che “la condizione chiave per prevenire l’escalation del conflitto e lavorare verso la sua risoluzione con mezzi politici e diplomatici dovrebbe essere la cessazione completa dell’assistenza militare straniera e la fornitura di informazioni di intelligence a Kiev“.
Quindi i negoziati si svolgeranno in “modalità bilaterale”, ovvero senza ucraini e senza europei, mentre le parti hanno concordato di creare “gruppi di esperti” per elaborare i termini di un possibile accordo per risolvere il conflitto ucraino.
E’ evidente che la “modalità bilaterale” separa gli Stati Uniti e la Russia dall’avere a che fare immediatamente con l’Ucraina. Mentre l’’accordo tra Putin e Trump spiazza chiaramente anche gli europei, in particolare l’UE e la NATO che Washington evidentemente esclude da un ruolo costruttivo per quella che i due leader definiscono non UNA, ma LA pace duratura, sulla quale le parti avrebbero una vision che non emerge ancora dalle dichiarazioni ufficiali.
La conclusione della telefonata di tre ore, preparata da numerosi contatti precedenti più o meno ufficiali, la prospettiva, sia pur limitata, è che i russi fermeranno i loro attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina e l’Ucraina fermerà gli attacchi a lungo raggio che prendono di mira le infrastrutture energetiche russe.
Nel caso dell’Ucraina, ciò significherebbe che non attaccare raffinerie, hub di transito di petrolio e gas, oleodotti e siti di stoccaggio del carburante, mentre Mosca cesserà di attaccare centrali elettriche, sistemi di distribuzione dell’elettricità e altre parti del sistema di distribuzione energetica dell’Ucraina.
Scorrendo la stampa Ucraina e i commenti di quella occidentale cosiddetta “liberal “ emerge la possibilità che Kiev non rispetti l’accordo, tanto che molti media europei e ucraini enfatizzano il fatto che, proprio mentre era in corso la telefonata, alcune importanti città ucraine venivano bombardate, come a dire “parlate, parlate pure, ma la guerra continua” ..
È vero anche che si tratta di una tregua limitata che non incide sulle operazioni militari (di entrambe le parti, si badi bene) al fronte, ma il problema ora è politico perché una volta deciso il riarmo contro la Russia per una sua improbabile aggressione, resta da decidere se l’Europa da sola è in grado di sostenere Zelnsky senza il supporto militare e di intelligence di Washington da poco riattivato,
Ma che rimane un pesante strumento di pressione su Zelensky nel caso sposi le posizioni europee più estreme e decida di rifiutare questo mini accordo, che purtroppo per lui, va oltre la questione ucraina e si delinea come un globale e geopolitico.
L’ambasciata statunitense a Mosca ha riferito infatti che “I leader hanno parlato ampiamente del Medio Oriente come di una regione di potenziale cooperazione per prevenire futuri conflitti. Hanno inoltre discusso della necessità di fermare la proliferazione di armi strategiche e si impegneranno con altri per garantire la più ampia applicazione possibile. I due leader hanno condiviso l’opinione che l’Iran non dovrebbe mai essere in grado di distruggere Israele”. Osservando che “I due leader hanno concordato che un futuro con un miglioramento delle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia ha enormi vantaggi. Ciò include enormi accordi economici e stabilità geopolitica quando la pace sarà raggiunta”.
Ci sono molte domande da porre in futuro sull’eventuale rifiuto ucraino a questo limitato cessate il fuoco o sui prossimi colloqui “in Medio Oriente”. Tuttavia, Kiev non ha molto margine di manovra, dal momento che gli Stati Uniti hanno ormai scartato il coinvolgimento dell’Europa, togliendole il proprio sostegno politico e militare che l’Ucraina sino ad oggi Kiev ha ampiamente sfruttato.
Infine tornando all’Europa, mentre la estone Kallas propone di erogare altri 40 miliardi a Kiev per la sua difesa e Macron insiste per l’invio di militari UE (e quindi NATO) nelle maggiori città ucraine come “peace keepers di una pace che non c’è e non pare che l’Europa voglia, tocca constatare che la UE non solo per ora non ha alcun peso nelle attuali trattative, ma di fatto si è autoesclusa da dialogo ormai avviato fra Stati Uniti e Russia.
Anche se il coro della stampa embedded esorta a non fidarsi dell’astuzia di Putin, né della volubilità di Trump, il dato politico è proprio questo: un costoso riarmo, in un mondo multipolare, che rischia di isolare una Europa mentre resuscita la Guerra fredda e riarma la Germania, come non era nelle premesse del “sogno europeo”
Aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.24
