di Giuliano Longo (*)
L’accordo di Parigi, firmato martedì dai membri della “coalizione di volenterosi” intende garantire sicurezza all’Ucraina, ma è un accordo strano. Anzi, se preso sul serio, dai russi li convincerà a cambiare strategia decidendodi provare a conquistare l’intera Ucraina.
L’accordo non concede nulla alla Russia, come probabilmente era nelle intenzioni dei suoi promotori per impedire che Mosca raggiunga i suoi obiettivi.
Mentre Mosca mira a proteggere le cinque aree che aveva già annesso, utilizzando i confini tradizionali e oggi controlla completamente una delle cinque, ovvero la Crimea. Le percentuali di controllo russo negli altri quattro territori sono: Luhansk, 99,6%; Donetsk, 78,1%; Zaphorize, 74,8%; Kherson, 72%.
La Russia insiste nel tenere la NATO fuori dall’Ucraina, ciò significa che non ci saranno basi o operazioni dell’Alleanza in Ucraina.
In sintesi vuole un governo ucraino amico di Mosca; chiede una riduzione delle dimensioni dell’esercito ucraino; intende liberare il Paese dagli ultranazionalisti presenti nell’esercito e nel governo, che i russi solitamente definiscono nazisti; vuole parità di trattamento per i russofoni in Ucraina e il ripristino della Chiesa ortodossa russa e di altre istituzioni russe, educative e culturali.
L’accordo di Parigi si basa invece sul raggiungimento di un cessate il fuoco, supponendo che questo venisse raggiunto oggi, la Russia non raggiungerebbe alcun suo obiettivo territoriale.
Su tutti gli altri punti, Mosca non solo non otterrebbe nulla, ma subirebbe una battuta d’arresto enorme, abbastanza potente da mettere in crisi qualsiasi governo, che è poi il vero obiettivo dei “volenterosi” europei.
Qualora l’Accordo di Parigi venisse effettivamente attuato, i principali membri della NATO si organizzeranno e opereranno in Ucraina senza una scadenza concordata o fissa. Coloro che sostengono l’Accordo costituiscono una coalizione di membri della NATO, il che significa che gli stati membri della che si opponessero a un’operazione in Ucraina sarebbero messi nel congelatore.
La decisione di isolare gli stati che non accetterebbero l’espansione della NATO cambia radicalmente l’alleanza e potrebbe infine portare al suo scioglimento. (gioco che probabilmente è nella testa di qualcuno nella UE.)
Si dice che l’entità delle truppe impegnate nell’accordo (finora) sia compresa tra 7.500 e 15.000. Gli inglesi, che parlano a gran voce hanno un esercito de minimis, stanno riducendo costantemente l’entità dell’impegno di truppe delle loro forze armate e non ne hanno praticamente da sprecare e tanto meno hanno risorse finanziarie da impiegare.
Se i combattimenti riprendessero davvero dopo un cessate il fuoco, il Regno Unito e la Francia dovrebbero espandere rapidamente le loro truppe in Ucraina e inviare tonnellate di armamenti, di cui entrambi sono privi.
Rimane poi una incognita: se gli Stati Uniti avessero firmato l’Accordo, quasi certamente avrebbero avuto bisogno dell’approvazione del Senato statunitense come prevede la Costituzione, che richiede un voto a maggioranza dei due terzi dei senatori con la possibilità che l’accordo venga respinto.
In base all’Accordo di Parigi, non vi è alcun cambiamento nel governo ucraino, lasciando i russi con un vicino ostile ( il famoso porcospino d’acciaio di Ursula Von del Leyen) desideroso di riprendersi i propri territori e di punire Putin e tace completamente sulla possibilità o meno di lanciare droni e missili ucraini contro il territorio russo, Mosca inclusa.
Non vi è alcuna riduzione dell’esercito ucraino. Anzi, l’Accordo prevede la ricostruzione dell’esercito ucraino fino a 700.000 o 800.000 uomini e la creazione di impianti di produzione di armi pesantemente fortificati in tutto il Paese. Quindi prevede un esercito ucraino molto più forte che potrebbe tentare di riconquistare i territori perduti.
Poiché il quadro normativo viene varato dopo un cessate il fuoco, non si prevede il riconoscimento di alcuna conquista territoriale della Russia. Né vi è nulla che impedisca all’Ucraina di utilizzare il suo esercito modernizzato e sostenuto dall’Occidente per riprendere la guerra. In breve, l’Ucraina ottiene garanzie di sicurezza, ma la Russia non ottiene nulla.
L’idea russa di ripulire l’Ucraina dai “nazisti” non è inclusa nell’accordo e in ogni caso sarebbe una utopia a meno che la Russia non prendesse il controllo di tutta l’Ucraina.
All’incontro di Parigi hanno partecipato Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Canada, Turchia, Polonia, Stati Uniti, funzionari dell’UE e della NATO. Tuttavia, solo Francia e Regno Unito hanno effettivamente firmato l’accordo.
Gli Stati Uniti, tramite il rappresentante statunitense, hanno approvato verbalmente l’accordo, offrendo sia supporto di intelligence militare che sostegno economico, ma, secondo quanto riportato dai media, all’ultimo minuto l’inviato speciale del Presidente, Steve Witkoff, non ha firmato.
Né polacchi, canadesi, italiani o tedeschi lo hanno firmato, il Cancelliere tedesco ha affermato che la Germania fornirebbe truppe a un paese NATO vicino all’Ucraina, molto probabilmente a paesi confinanti con l’Ucraina come Polonia, Slovacchia e Romania.
Se i russi accettassero un cessate il fuoco, riconoscerebbero di aver fallito praticamente in tutti i loro obiettivi in Ucraina. In conclusione l’accordo punta alla continuazione della guerra spingendo la Russia a realizzare altri piani di espansione in Ucraina.
