La guerra di Putin

Ucraina, le false promesse della NATO a Kiev allontanano la pace 

 

di Giuliano Longo

Al vertice NATO del 2024 a Washington, in occasione del 75° anniversario dell’alleanza, i leader hanno offerto a Kiev false speranze.

Che l’intensificazione dell’impegno militare o la pretesa che la NATO possa attualmente garantire una vittoria all’Ucraina, incoraggia i leader del paese a rinviare la resa dei contie minaccia di mettere ulteriormente in pericolo i membri dell’Alleanza senza alcun  compenso per la sicurezza.

Dopo il fallimento della controffensiva ucraina del 2023, si è ormai fatta strada l’opinione che le sue forze non possono riconquistare altro territorio, anzi, potrebbe mettere a rischio quelli che ancora controlla, sotto la pressione russa ormai su tutto il fronte di oltre 1000 chilometri.

L’unica soluzione possibile è  un armistizio ora, prima che la situazione sul campo di battaglia peggiori e lo spazio per le trattative si riduca. Invece Washington e le capitali europee continuano invece  a sostenere che l’Ucraina, prima o poi, entrerà a far parte della NATO con percorso “irreversibile”.

Nelle ultime settimane, gli USA hanno anche firmato con Kiev un patto decennale di sicurezza, approvando l’uso delle armi occidentali per colpire obiettivi ben all’interno della Federazione russa, mentre  con l’appoggio dei Paesi Baltici e forse della Polonia, Macron ha suggerito l’invio di truppe di terra dell’Alleanza,

Inoltre lo stato maggiore americano ha lasciato intendere che l’invio di istruttori NATO è inevitabile, mentre, come ha documentato anche ORE12, la presenza di istruttori  e di cosi detti “volontari “ o militari a contratto occidentali è ormai ampiamente accertata .

In ogni caso qualsiasi scenario  di adesione dell’Ucraina non può essere attuato mentre è in guerra con la Russia, soprattutto perché farlo coinvolgerebbe immediatamente la NATO e la Russia in una crisi nucleare.

Gli  Stati Uniti hanno già  dimostrato che non combatteranno direttamente rischiando  una guerra nucleare per conto dell’Ucraina, anche quando la sopravvivenza di quest’ultima sia in gioco, poiché gli Stati Uniti non hanno un interesse vitale nel farlo.

Ma  qualsiasi prospettiva di adesione dell’Ucraina alla NATO, per quanto dubbia, preserva e alimenta una di quelle che furono le stesse cause della guerra, ovvero la sua adesione alla Alleanza.

La bozza del trattato  presentato dalla Russia a dicembre 2021 e i negoziati di Istanbul di marzo e aprile 2022,indicavano chiaramente che qualsiasi risoluzione del conflitto sarà inevitabilmente condizionata al fatto che l’Ucraina non aderisca alla NATO.

Inoltre  le false promesse alimentano false speranze, che non faranno altro che motivare l’Ucraina a continuare a seguire la sua strategia fallimentare per riconquistare tutto il territorio perso evitando i negoziati con Mosca.

Le recenti aperture di Zelenskyper la partecipazione di Mosca a una futura conferenza di pace sembrano più orientate a sopire le voci di dissenso all’interno del suo Paese, per rafforzare la sua posizione, che ad una reale apertura concordata con Washington .

Gli aiuti occidentali possono aiutare Kiev a mantenere le sue linee del fronte e a molestare gli obiettivi russi per un po’ di tempo,ma non  possono sostituire la carenza di uomini, mentre la base industriale dell’Occidente, per quanto sotto pressione, non è per ora in grado di fornire  sufficiente potenza di fuoco a Kiev, almeno pari a quella della Russia.

Attualmente non pare che Mosca sia disposta ad accettare anche solo un armistizio sullo status quo territoriale e colloqui che potrebbero richiedere anni, ma  è anche la stessa NATO  a posticipare una pace certa.

In Ucraina non è  inflessibile il sostegno alla riconquista di tutto il territorio occupato  a qualsiasi costo, poiché in molti nella società e negli ambienti politici vorrebbero cambiare rotta, anche se le loro voci sono smorzate  dallo stato di guerra che impedisce un reale confronto.

 

Così, mentre il costo della falsa speranza ricade principalmente sull’Ucraina, aumenta anche il rischio per gli americani e gli altri membri della NATO  che il prolungamento del conflitto aumenti i rischi di escalation.

 

Ciò è già evidente nell’approccio “a fette di salame”adottato dagli Stati Uniti, che invia  armi sempre più a lungo raggio approvandone automaticamente l’uso su obiettivi all’interno della Russia.

Senza contare che  l’Ucraina ha già utilizzato le proprie capacità per colpire, o tentare di colpire, centri radar strategici di protezione atomica. E il mese scorso, le submunizioni di un missile fornito dagli Stati Uniti e lanciato dalle forze ucraine, hanno seminato morte fra i bagnanti di Sebastopoli, in Crimea, probabilmente dopo essere stato intercettato dalle difese russe

Di qui l’insistenza ucraina nel documentare i danni e le morti dei civili sotto i bombardamenti russi, mentre i media occidentali raramente dedicano qualche notizia su analoghi attacchi ucraini oltre confine russo e nelle Repubbliche, compresa ka Crimea, che Mosca considera territorio federale.

Come la centrale nucleare di Zaporizjie il rischio è grosso perché attaccare i sistemi di allerta precoce antiatomica,  erode la fiducia della Russia nella sua capacità di rispondere in caso di un primo attacco nucleare da parte degli Stati Uniti.

Il  risultato è che Mosca sta già rispondendo agli attacchi sul suo territorio con armi fornite dagli Stati Unitie minaccia di essere pronta a colpire eventuali basi aeree e depositi europei di queste armi, lasciando al Cremlino il dubbio di un intervento americano nel conflitto.

Gli analisti che si considerano sostenitori dell’Ucraina  insistono sul fatto che l’Occidente non deve cedere al “ricatto nucleare”perché è improbabile che si arrivi a una guerra atomica. Ma il termine corretto per “ricatto nucleare” è “deterrenza nucleare”,e non richiede la certezza che si verificherà un disastro, ma solo la paura che possa accadere.

Questi commentatori sembrano credere invece che la capacità occidentale di scoraggiare la Russia eviti che gli stessi russi possano scoraggiare l’Occidente con le loro atomiche.Soprattutto in Ucraina dove l’equilibrio di risolutezza tra USA e Russia è pesantemente a favore di quest’ultima.

In conclusione, nonostante il rischio di una guerra nucleare, la NATO ha continuato la sua politica irresponsabile nei confronti dell’Ucraina: fornendo false speranze, rendendo la pace meno probabile e la guerra più pericolosa, senza ammettere che Kiev la guerra non può vincerla, nella logica perversa di “combattere sino all’ultimo ucraino”.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore15.53

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