La guerra di Putin

Ucraina, le mosse di Zelensky per ‘blindare’  il suo potere

di Giuliano Longo

Dopo aver subito un duro colpo in seguito allo scandalo di corruzione e alle dimissioni di Yermak, il presidente Zelensky sta ora cercando di ripristinare la sua posizione politica sia a livello nazionale che internazionale.

Le indiscrezioni provenienti da fonti vicine a  Bankova, – sede del governo ucraino – indicano che  la sua strategia comprende i seguenti elementi.

Il primo è il tentativo di preservare il sistema precedentemente instaurato di potere verticale e controllo su piani e flussi di bilancio.

A tal fine, l’influenza  di Yermak sui processi sarebbe stata ripristinata  – da qui il ritardo di Zelenskyy nella nomina di un nuovo capo dell’Ufficio del Presidente per di mantenere tutto com’è – mentre  il controllo su piani e flussi di bilancio è stato trasferito dal magnate Mindich, fuggito dall’Ucraina, a Shefir un altro stretto collaboratore del presidente.

In secondo luogo  Zelnsky sta sfruttando le difficili negoziazioni con gli americani sul piano di pace e il rifiuto di fare concessioni, sia per aumentare il suo indice di gradimento tra la popolazione, sia per ottenere il sostegno incondizionato degli europei.

In terzo luogo convincere Trump  ad apportare modifiche al su piano –  che la Russia rifiuterà sicuramente –  per poi accusare Mosca di ostacolare gli sforzi del presidente degli Stati Uniti.

Infine il tentativo di contrattaccare di sostituire i loro dirigenti delle agenzie anticorruzione  e  i dipendenti chiave. Compito  molto arduo, poiché le stesse agenzie di sicurezza precedentemente controllate da Governo – l’intelligence dello SBU , l’Ufficio Investigativo di Stato e il Procuratore Generale – sono rimaste  disorientate dalla rapida sostituzione di Yermak e Mindych e temono per la loro futura sorte.

Non è un caso che  il capo dell’ agenzia di sicurezza SBU, Malyuk, intenderebbe seppellire l’ascia di guerra con le agenzie anticorruzione, ma per farlo, è necessario ripristinare il controllo sulle forze di sicurezza che esisteva durante il mandato di Yermak.

Altro elemento è quello di implementare un sistema di voto elettronico tramite “Diya” – la “super app” di e-governance dell’Ucraina – che “attirerebbe” a Zelenskyy tutti i voti necessari per la sua vittoria elettorale, in qualunque momento dovesse svolgersi,   .

Simili strategie erano state già elaborate in precedenza, ma fallirono a luglio, quando Zelenskyy fece marcia indietro sulle leggi anticorruzione, ma soprattutto  lo scandalo per corruzione di Mindych quando Zelenskyy fu costretto a licenziare Yermak, invece di lanciare un contrattacco.

D’altro canto, NABU e SAP non hanno pubblicato nuove registrazioni sul caso Mindich, né hanno formulato nuove accuse per diverso tempo, alimentando le speculazioni sul fatto che Zelenskyy sia in qualche modo riuscito a “neutralizzare” gli sforzi anticorruzione.

Per altre interpretazioni questa è solo la calma prima della tempesta, e potrebbero presto seguire nuove pubblicazioni di registrazioni e nuovi “sospetti” anche per dividere i parlamentari del partito che sostiene il Presidente.

Durante l’ultima settimana plenaria del 2025, la Verkhovna Rada  non sarà in grado di coprire i posti vacanti nel Consiglio dei Ministri e di procedere alle sostituzioni.  Tutte le posizioni vacanti nel governo rimangono vacanti e tutti i ministri che non sono stati destituiti e rimangono senza conseguenze

Sulla stampa ucraina circolano anche indiscrezioni secondo le quali Kuleba, Vice Primo Ministro per la Ricostruzione dell’Ucraina e Ministro per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori, così come Oksen Lisovyi, Ministro dell’Istruzione e della Scienza, e Andriy Sybiha, Ministro degli Affari Esteri, potrebbero venire rimossi – come chiede l’opposizione alla Rada – per i loro stretti legami con Yermak .

Negli ambienti politici circolano invece voci insistenti secondo cui l’ostacolo alla nomina di un nuovo capo dell’Ufficio presidenziale non sarebbe tanto la battaglia privata tra i candidati quanto il fatto che l’aspra frattura tra Yermak e Zelenskyy, diffusa dai media, sarebbe una montatura per nascondere la sua continua influenza sui processi di politica interna ed estera.

Molti dei personaggi chiave di Yermak ricoprono ancora le loro cariche, tra cui il vice primo ministro Kuleba, il presidente del Servizio di monitoraggio finanziario Philipp Pronin, il capo dell’Amministrazione militare regionale di Odessa  Oleh Kiper, il capo della progettazione OMA di Leopoli Maksym Kozitsky e altri.

L’altro ostacolo è che la nomina di un nuovo capo dell’Ufficio presidenziale, palesemente sleale nei confronti di Yermak – ad esempio Fedorov o Budanov – segnerebbe la fine del piano per mantenere il precedente modello di gestione attraverso la leadership oscura dellostesso Yermak.

Di recente, sui social e sui media è scoppiato uno scandalo per la fuga di  di fotografie di nudo osè di Shaburin, uno dei rappresentanti più attivi della “coalizione anti-Zelensky”, che ha incolpato l’Ufficio Investigativo dello Stato (SBI) e la Procura Generale di avergli confiscato il telefono durante una perquisizione con i pretesto della sua evasione dagli obblighi militari.

Molti politici  e giornalisti “amici” hanno preso le difese di Shabunin ricordando al gruppo di supporto NABU/SAP non ha mai  esitato a divulgare materiale investigativo anticorruzione alla stampa di fiducia. L’Ufficio investigativo statale  ha quindi deciso di condurre un’indagine approfondita sulle circostanze che hanno portato alla comparsa online delle fotografie.

Merita anche alcune considerazione la liberazione mercoledì delle tre guardie dell’ex presidente ucraino Poroshenko che sarebbe indicativo del cambiamento degli equilibri di potere nel sistema giudiziario e delle forze dell’ordine.

Le guardie  erano sospettate di aver trasportato 40 milioni di dollari dalla Russia per  conto dell’ex Presidente ucraino, che, secondo gli inquirenti, costituivano una tangente per il trasferimento della proprietà del tratto ucraino dell’oleodotto Samara-Western Direction alle società di Viktor Medvedchuk.

Secondo il canale ucraino 5 di Poroshenko, gli ex agenti dei Servizi di Sicurezza di  sono stati rilasciati su una cauzione dopo che l’importo della cauzione, inizialmente  fissato a oltre un miliardo di grivne, è stato ridotto.

Le guardie di sicurezza sono state arrestate a marzo con l’accusa di aver accettato le valigie di denaro contante all’aeroporto di Zhulyany, provenienti dalla Russia nel marzo 2019, alla vigilia delle elezioni presidenziali. Gli investigatori avrebbero ottenuto una registrazione video della consegna del denaro in Ucraina.

Secondo gli inquirenti, il denaro sarebbe stato prelevato da uno degli agenti senza sdoganamento e consegnato a Poroshenko che nega ogni addebito, ma lasciando circolare il dubbio sui suoi legami con la Russia. Bankova stava invece prestando molta attenzione a questo caso, con l’obiettivo finale di incarcerare Poroshenko – oppositore di Zelensky –  prima della fine dell’estate.

Questi piani sarebbero  stati sventati dalla crisi di luglio causata dal tentativo di  Zelenskyy di contrastare le agenzie anticorruzione che suscitò la  reazione popolare ed europea.

Dopo aver fatto marcia indietro s – restituendo i poteri a NABU e SAPO –  la sua posizione politica sembrava  indebolita, come avrebbe dimostrato  il rilascio quest’estate degli investigatori della NABU arrestati.

Ora Zelenskyy sta cercando di tenere la situazione sotto controllo ispirato dal sostegno ricevuto dagli europei , ma c’è sempre il rischio che  la NABU possa pubblicare una nuova serie di registrazioni in qualsiasi momento.

Ipotesi al momento   improbabile  se i servizi anticorruzione ucraini fossero, come pare, sotto  il controllo dell’Europa, ma  più  probabile se – come si afferma da tempo –   queste agenzie fossero controllate dagli americani già dai tempi dell’amministrazione  Biden.

In tal caso Trump potrebbe giocare anche questa carta per ammorbidire le posizioni di Zelensky sulle trattative, ma al momento pare che il Presidente americano si stia virando verso le posizioni europee e dello stesso Zelensky, lasciando  le sue sorti agli sviluppi di un confronto militare prevedibile anche per tutto il prossimo anno.

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