“Ho parlato con Rustem Umerov riguardo alle sue comunicazioni con la parte americana. Continuiamo a comunicare con gli Stati Uniti praticamente ogni giorno. Al momento, a causa della situazione in Iran, non ci sono ancora i segnali necessari per un incontro trilaterale. Ma non appena la situazione della sicurezza e il contesto politico generale consentiranno di proseguire proprio quel lavoro diplomatico trilaterale, lo faremo. L’Ucraina è pronta”. “I negoziati proseguono. Nella notte abbiamo parlato con gli Stati Uniti. Forse verrà cambiato il luogo del vertice, verrà posticipata la data di qualche giorno a causa della guerra in Medioriente”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a RaiNews24. “Nel mondo si è diffusa la convinzione che le affermazioni di Putin sul fatto che se l’Ucraina cede il Donbass la guerra finirà siano veritiere, ma intanto gli attacchi russi aumentano. Noi non crediamo alla Russia e a Putin”, ha spiegato. “Ma con l’aiuto di mediatori forti possiamo trovare un accordo sulla fine della guerra, visto che non ci fidiamo di loro e loro non si fidano di noi. Le condizioni devono essere tali da non doversi affidare semplicemente alle parole. Io sono certo che la guerra continuerà. La Russia ha bisogno di tempo per prepararsi e recuperare le sue brigate. Per questo serve tempo”, ha aggiunto.
Preoccupati che in caso guerra lunga Usa riducano aiuti per noi
“Nel caso di una guerra lunga l’America potrebbe ridurre le consegne di missili antiaerei e dei sistemi di difesa aerea all’Ucraina, e ovviamente questo ci preoccupa”. Poi
parla a RaiNews24 sulla situazione in Medioriente. “Per ora non siamo coinvolti in questa guerra, ma i droni iraniani hanno colpito la popolazione civile e ci sono stati segnali da parte dei partner del Golfo che erano interessati alla nostra competenza. Siamo pronti a fornirla. E ci sono richieste anche da parte dei partner europei e americani per offrire a quei paesi la nostra esperienza. Ho parlato personalmente con i leader di Qatar, Emirati Arabi, con i re di Giordania e parlerò con altri leader. Siamo pronti ad aiutare la popolazione civile di questi paesi. Ma per quanto riguarda le armi, anche noi siamo in guerra”, ha spiegato. “Ho detto con schiettezza che noi abbiamo carenza di qualcosa che i nostri partner invece hanno, per esempio i missili Patriot. Ma i missili Patriot non possono abbattere i droni iraniani, perciò quei Paesi hanno bisogno dei droni intercettori, che invece noi possediamo. Quindi se vogliamo fare questo scambio di tecnologie e armi l’Ucraina è disponibile”, ha aggiunto.
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