Esteri

Ue: Islanda respinge referendum su ripresa dei negoziati di adesione, ‘no’ vince col 52,8%

Islanda al voto per il referendum sui negoziati di adesione all'Unione Europea Primo Ministro Kristrún Frostadóttir, 29, 2026. LaPresse - AP Photo/Marco Di Marco)

L’Islanda ha respinto con un referendum che si è tenuto ieri la proposta di riprendere i negoziati per l’adesione del Paese all’Unione Europea, a oltre dieci anni dalla conclusione dei precedenti colloqui. Il no ha vinto con il 52,8% dei voti contro il 47,2% totalizzato dal ‘sì’. La capitale Reykjavik è stata l’unica area della nazione insulare di 400.000 abitanti in cui la maggioranza è stata ottenuta da chi ha votato a favore della proposta. L’affluenza è stata elevata, con oltre l’82% dei 270.000 aventi diritto che si sono recati alle urne.

Il governo di coalizione di sinistra, eletto nel 2024, ha anticipato il referendum sull’Ue che era inizialmente previsto per il prossimo anno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha erroneamente citato l’Islanda quattro volte, confondendola con la Groenlandia nei suoi progetti di annessione. Tra chi sosteneva il ‘sì’, una delle motivazioni era proprio quella di assicurarsi la solidarietà europea per garantirsi una maggiore protezione qualora Trump avesse mai rivolto minacce simili all’isola. Anche la prima ministra Kristrún Frostadóttir aveva invitato a votare a favore del riavvio dei negoziati di adesione all’Ue, mentre l’influente settore della pesca ha guidato la campagna per il ‘no’ per il timore che la politica comune dell’Unione potesse aprire le acque islandesi ai pescherecci stranieri. Inoltre in molti hanno sottolineato che l’Islanda tragga già vantaggio dall’appartenenza al mercato unico dell’Ue e alla zona di libera circolazione di Schengen e non sia quindi necessario dover scendere ai compromessi in materia di sovranità che derivano dall’adesione a pieno titolo. Chi era per il ‘no’ ha sostenuto anche che la voce dell’Islanda sarebbe stata messa a tacere all’interno del Parlamento europeo e che sarebbe stato meglio stringere accordi commerciali autonomi, come quello con la Cina. I promotori del ‘sì’ invece hanno sottolineato che l’adesione all’Ue avrebbe ridotto l’inflazione e i tassi di interesse, e che l’euro avrebbe portato maggiore stabilità rispetto alla volatile corona islandese. Hanno aggiunto che era anche nell’interesse della nazione avvicinarsi ai propri vicini europei per affrontare questioni sovranazionali, come il cambiamento climatico.

Se da Bruxelles non sono finora arrivati commenti, la leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National Marine Le Pen ha invece esultato. In un post sul social X ha scritto: “Questo voto lancia un messaggio chiarissimo: i popoli devono poter decidere autonomamente del proprio futuro, delle proprie istituzioni e della propria capacità di difendere gli interessi nazionali”. “Questo voto ricorda che è possibile un’altra Europa”, aggiunge, “un’Europa di nazioni libere e sovrane che cooperano volontariamente su questioni di interesse comune”.

 

Il ‘sì’ vince solo a Reykjavik

Nei collegi elettorali di Reykjavik ha vinto il ‘sì’ al referendum per i negoziati per l’ingresso nell’Unione europea. Lo riferisce la tv islandese Ruv, ricordando anche il risultato finale che boccia il referendum per la ripresa dei negoziati di adesione con l’Ue con il 52,8% di ‘no’. La percentuale di favorevoli è del 57,5% a Reykjavik nord e del 54,5% a Reykjavik sud. In tutte le altre circoscrizioni ha vinto il ‘no’. Nella circoscrizione nord-occidentale, il 62,9% ha risposto negativamente, nella circoscrizione nord-orientale il 61,2%, nella circoscrizione meridionale il 60% e nella circoscrizione sud-occidentale il 53%.

Commissione, rispettiamo la decisione del popolo islandese

“La Commissione ha accettato l’esito del referendum in Islanda e rispetta la decisione del popolo islandese. L’Islanda rimane uno stretto partner dell’Unione europea”. È quanto si legge in una nota della Commissione Ue, dopo la vittoria del ‘no’ alla proposta di riavviare i negoziati di adesione dell’isola all’Unione Europea. Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, si è messo in contatto con la prima ministra Kristrún Frostadóttir, come riporta Ruv. Costa ha ribadito il rispetto che l’Unione europea nutre per la scelta democratica degli islandesi e che l’Islanda rimane uno dei partner più stretti dell’Unione europea, soprattutto attraverso l’accordo sullo Spazio economico europeo. I due leader hanno confermato inoltre la loro volontà di rafforzare la cooperazione tra l’Islanda e l’Unione Europea.

Presidente Islanda, ora importante rispettarsi a vicenda

“Il risultato è chiaro: la maggioranza di chi ha votato non vuole che continuiamo i negoziati con l’Unione Europea. Ora è importante che ci rispettiamo a vicenda. Le nostre opinioni sono diverse, ma abbiamo molto più in comune di quanto ci divida”. Lo ha scritto sui social la presidente dell’Islanda Halla Tómasdóttir. “La democrazia non è solo votare. È anche il modo in cui andiamo avanti insieme dopo il voto”, ha aggiunto.

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