“Cosa farei oggi in Europa? Ci vuole un fatto emozionale. Quando si fece l’euro, che era il cambiamento della moneta, una cosa di importanza drammatica, la gente ha detto di sì. Eravamo 12 Paesi, adesso siamo 21. Bisogna fare qualcosa assieme di emozionale. Oggi, ad esempio, basterebbe che si facesse un referendum informale sulla unanimità delle decisioni, perché prima in Europa c’era la commissione al centro, adesso è il Consiglio dove ci sono i capi dei paesi e ognuno ha il diritto di veto. Ed è chiaro che non si può decidere. Basterebbe dire ‘no, adesso si decide a maggioranza’, come in tutte le cose democratiche. Oppure, anche, il problema della difesa comune, ma questo viene dopo. L’altro fatto importante sarebbe una politica fiscale comune, ma quella sarà l’ultima. Se lo ricordi, sarà l’ultima”. Così Romano Prodi intervistato da Monica Maggioni a ‘In mezz’ora’ su RaiTre.
