Norme fiscali

Ue, proposta della Commissione per il contrasto alle frodi Iva

Costruire le basi per la creazione di una sorta di database fiscale intraeuropeo. La proposta elaborata dalla Commissione europea prevede una modifica per rafforzare la cooperazione tra la Procura europea (Eppo, European public prosecutor’s office), l’Ufficio europeo per la Lotta antifrode (Olaf, European Anti-Fraud Office) e gli Stati membri. Un cambio di passo in termini giuridici per lo scambio di informazioni e l’accesso ai dati Iva, potenziando la capacità dell’Ue, e dei singoli Stati, di combattere le frodi a danno degli interessi finanziari dell’Unione.

La novità
L’introduzione di segnalazioni digitali in tempo reale del commercio transfrontaliero, nell’ambito del pacchetto “Iva nell’era digitale”, permetterà agli Stati membri di ottenere informazioni preziose per rafforzare il contrasto alle frodi Iva, in particolare quelle di tipo “carosello”. Questa proposta rappresenta un ulteriore passo nel contrasto alle frodi perché conferisce a Eppo e Olaf un accesso immediato ai dati Iva, consentendo una valutazione rapida delle singole situazioni e l’avvio delle relative indagini a livello Ue sulle frodi fiscali. Le attività fraudolente possono essere così rapidamente identificate e perseguite.

Spazio agli Stati-membri
La proposta prevede anche la creazione di canali di comunicazione diretti ed efficaci tra l’Eppo, Olaf e Eurofisc, la rete europea di funzionari degli Stati membri incaricata di combattere la frode Iva. Ciò migliorerà il livello di armonizzazione tra le diverse autorità fiscal-finanziarie europee, la capacità di coordinare le indagini transfrontaliere e la condivisione di informazioni cruciali in tempo reale.

L’Iva regina delle frodi intra-Ue
Questa specifica tipologia di frode Iva transfrontaliera, la frode “carosello”, si stima costi ai contribuenti europei tra i 12,5 miliardi e i 32,8 miliardi di euro all’anno. Tuttavia, questa tipologia di frode è solo una parte del più ampio gap relativo all’Iva, cioè la differenza tra le entrate Iva dovute e quelle effettivamente versate. Nel 2022, questo divario è stato stimato in 89,3 miliardi di euro per l’intera Ue. La proposta sarà ora sottoposta al Consiglio e al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale ed entrerà in vigore dopo che Parlamento e Consiglio approveranno il testo concordato che sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Ue.

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