Economia e Lavoro

Unicredit: Orcel, spazi convergenza su Commerzbank, si troverà accordo

“Funzionerà perché il sottostante ha senso. A questo punto conviene a tutte le parti coinvolte arrivare a un’intesa positiva. Si troverà un accordo e ci sarà una sorpresa su quanto saranno ampi questi spazi di convergenza”. Così il ceo di UniCredit Andrea Orcel in un’intervista al Corriere della sera parlando di Commerzbank.

Il capitolo risiko bancario: “C’è una simultaneità nel consolidamento del mondo bancario italiano ed è probabile che in un colpo solo tutto il panorama finanziario arrivi al punto di caduta. Restiamo osservatori”.

“Spesso questo Paese dimentica una cosa – osserva Orcel – il finanziario è uno di quei pochi settori dove possiamo aspirare a essere leader e indice di riferimento su scala europea. Intesa Sanpaolo e noi per dimensione, redditività, e potenzialità giochiamo entrambi in Premier League”.

“Questo Paese dimentica una cosa: il finanziario è uno di quei pochi settori dove possiamo aspirare a essere leader. Intesa SanPaolo e noi giochiamo entrambi in Premier League”.

Ad affermarlo è Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, in un’intervista al Corriere della Sera. Sullo stato di salute di Unicredit, Orcel fa un bilancio: “UniCredit Unlocked in questi primi 5 anni ha trasformato la banca e rimesso a posto pezzi. Nel 2021 facevamo1,5 miliardi di utili, nel 2025 10,6miliardi” e aggiunge “in questi anni ha generato meno valore solo di Nvidia a livello globale”. Per il futuro, l’ad traccia un quadro: “Con UniCredit Unlimited vogliamo guadagnare quote di mercato in tutti i Paesi”, “facendo leva sulle fondamenta poste negli ultimi anni, continuando a investire nelle nostre persone e piattaforme, nonché accelerando la trasformazione della nostra macchina operativa usando Ai e altre tecnologie avanzate”. L’ad è convinto che “tra cinque anni non si potrà più separare la concorrenza tra fintech come Revolut, hyperscaler come Amazon e banche come la nostra”. In questo scenario “si inserisce Commerzbank – sottolinea Orcel – . De facto è una fusione tra due banche tedesche complementari dove Hvb ha già dimostrato di poter arrivare a un ritorno sul capitale del 23% con efficienza operativa di punta mentre Commerzbank e ancora molto indietro; c’è molto valore da creare ancor prima delle grosse sinergie. Vi è pochissima sovrapposizione di clienti, infatti l’Antitrust tedesco ci ha dato l’ok subito. Questo crea ancor più valore per applicare il nostro progetto, a cui si aggiunge il rientro in Polonia”. Per Orcel, con Commerzbank “funzionerà perché il sottostante ha senso: la Germania si sta facendo disintermediare da banche Usa e fintech e noi andiamo lì a combatterle”, “conviene a tutte le parti coinvolte arrivare a un’intesa positiva”. E sull’aspetto politico aggiunge: “Pur non essendoci ancora confrontati potremo rispondere al governo in maniera positiva, tutte le concessioni che eravamo disposti a fare sono ancora intatte”. Sul risiko bancario che agita il settore nell’ultimo periodo l’ad precisa: “Probabile che in un colpo solo tutto il panorama finanziario arrivi al punto di caduta. Detto questo, restiamo osservatori per tre motivi: il nostro franchise italiano sta conquistando quota di mercato in modo mirato, abbiamo strategia, leve, modelli e persone eccellenti e motivate e infine perché quando c’è molta confusione chi resta focalizzato vince”. Ancora, sul risiko aggiunge: “I prezzi sono molto elevati. Sparare senza aver prima chiarezza influirebbe negativamente sulla nostra traiettoria e non dà certezza di creare valore, cosa che per noi è fondamentale”. Su Generali, Orcel precisa che Unicredit ha “una posizione e un interesse e quindi – conclude – osserviamo con interesse”.

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