L’Unione Inquilini ha inviato una lettera ai Presidenti delle Regioni e ai Sindaci delle principali città italiane per chiedere un intervento urgente nei confronti del governo al fine di rifinanziare il fondo sociale affitti e quello per la morosità incolpevole, tagliati a zero nell’ultima legge di bilancio. Esauriti i residui ancora giacenti, relativi agli anni precedenti, gli enti locali rimarranno senza risorse e altre 300 mila famiglie rischiano di aggiungersi alle 150 mila su cui già pende la scure dello sfratto esecutivo.
A tale proposito, Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione Inquilini, ha dichiarato:
“La tempesta degli sfratti si sta per trasformare in uragano e Regioni e Comuni non possono ulteriormente rimanere in silenzio. Alla strutturale mancanza di offerta di alloggi pubblici a canone sociale si somma la sciagurata decisione del governo di azzerare ogni forma di contributo alle famiglie in difficoltà, anche per la morosità incolpevole, responsabile oggi del 90% delle sentenze di sfratto.
In questi ultimi giorni, abbiamo assistito a dichiarazioni del Presidente del Consiglio, evidentemente in difficoltà e in affanno, che riprova a sviare dalla questione centrale, mischiando con l’espressione occupazioni abusive, cose tra loro diversissime, cercando di soffiare sul fuoco della guerra tra poveri.
Uno Stato che non si volta dall’altra parte e garantisce la casa popolare a chi ne ha il diritto, come afferma il Premier, dovrebbe, come primo atto, varare e finanziare un vero piano casa di incremento di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, per realizzare 600 mila case popolari e rispondere, così, alle famiglie certificate nelle graduatorie dei comuni come aventi diritto; ristrutturare i 40 mila alloggi popolare che oggi sono vuoti e non assegnati; nel frattempo dare risorse a Regioni e Comuni per poter incrementare immediatamente l’offerta pubblica, acquisendo il patrimonio libero degli enti e favorendo così il passaggio da casa a casa. Immediatamente, dovrebbe rifinanziare il fondo sociale affitti e quello per la morosità incolpevole, almeno nella medesima misura del 2022 (320 milioni di euro) e mettere i comuni nelle condizioni di poter fornire risposte alle famiglie in difficoltà ed evitare, in tal modo, che si realizzino sfratti che violano i diritti umani, come avviene oggi in Italia, come segnalato dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU, rispetto a svariati casi sottoposti dall’Unione Inquilini e da altre associazioni.”
