Il 19 Aprile laUnited Automobile Workers (Unione Internazionale dei Lavoratori dell’Automobilistico, Aerospaziale e dei macchinari Agricoli d’America) ha vinto nella fabbrica Volkswagen di Chattanooga in Tennessee.
Per la prima volta, 2682 lavoratori contro 985hanno votato in favore dell’adesione alla UAW integrandosi al processo di sindacalizzazione già in atto in Germania e in Messico. Questo risultato aumenta il loro potere contrattuale nel sud degli Stati Uniti..
I tentativi di sindacalizzazione in Volkswagen risalgono prima al 2014 e poi al 2019, ma all’epoca i governatori di Alabama, Georgia, Mississippi, South Carolina, e Tennessee e Texas minacciarono la delocalizzazione degli impianti e i licenziamenti per scongiurare l’ingresso in fabbrica della sigla sindacale.
Anche stavolta, i politici locali hanno provato a screditare l’UAW, solo per incentivare le grandi case automobilistiche a investire ancora negli stati al sud, dove a un maggior profitto dell’industria automobilistica corrisponde l’assunzione illimitata di operai a basso costo.
I canali ufficiali del sindacato dei metalmeccanici fda tempo denunciavano le condizioni di lavoro a rischio sicurezza e salute dei lavoratori, a partire dalla scarsa qualità dell’assicurazione sanitaria fino al mancato pagamento delle assenze dovute a malattie.
Un altro dei problemi denunciati è il sistema della “banca-tempo libero”.Secondo questa banca-ore prevista dalla legge, le ore di permessi e di ferie che dovrebbero essere garantite ai lavoratori attraverso una scelta condivisa, vengono scalate dall’azienda in maniera arbitraria nei periodi in cui la produttività nell’impianto è ridotta.
Tra i fattori che hanno favorito l’ingresso del sindacato in WV ci sono le vittorie in precedenza ottenute nelle tre grandi case automobilistiche Ford, GM e Stellantis.Nel settembre 2023,dopo la data di scadenza per il rinnovo dei contratti, l’organizzazione ha organizzato uno sciopero su larga scala coinvolgendo contemporaneamente le tre case produttrici.
La paralisi dell’attività produttiva, in tutti i siti strategici nel nord degli Stati Uniti, ha consentito la stipula di aumenti salariali fino alla prossima ricontrattazione, prevista ad Aprile 2028.
Alla Ford, il sindacato ha ottenuto degli aumenti in quattro anni che vanno dal 25% al 30% per i lavoratori qualificati, fino al 68% per i lavoratori che svolgono mansioni più semplici, e che quindi erano bloccati a dei livelli di retribuzione inferiori. .
Il Sindacato ha anche stipulato una clausola di garanzia economica per a blindare il diritto di sciopero in casi di serrate dell’azienda. L’accordo con Ford, ad oggi, coinvolge circa 57mila iscritti.
In Stellantis, persino Joe Biden ha plauditoallo storico accordo siglato con la spinta delle agitazioni, per far leva sull’ampia platea di elettorato che fino a poco meno di un anno fa era restìa ai sindacati.
Gli aumenti salariali conquistati dagli operai sono pressocché comparabili a quelli ottenuti in Ford, cioè pari al 33% totale nei prossimi 4 anni. In più, l’iniziativa ha permesso la riassunzione di 1200 lavoratori presso lo stabilimento di Belvidere, in Illinois, dismesso nel Febbraio 2023, e di raddoppiare la manodopera nel sito produttivo di Toledo, nell’Ohio, dove l’azienda aveva minacciato un esubero di 5000 posti di lavoro. In questo caso, l’accordo coinvolge 46mila lavoratori.
In General Motors,dopo gli scioperi alla Spring Hills in Tennesse, il sindacato ha ottenuto aumenti salariali per i prossimi 4 anni e maggiori diritti sindacali. L’azienda ha accordato fanche un bonus di 2500 dollari per tutti i pensionati, da elargire in rate entro il periodo di scadenza dell’accordo nel 2028.
Secondo l’agenzia Reuters, la GM è di fronte a un incremento dei costi della manodopera che ammonteranno ad almeno +7 miliardi di dollari nel prossimo quinquennio.
All’indomani del voto, Shawn Fain, presidente dell’UAW, ha dichiarato che “al tavolo dei negoziati nel 2028 non ci saranno solo le tre-big dell’automobile, ma cinque o sei”.Dal 13 al 16 Maggio 2024 voteranno per l’adesione sindacale anche 5000 operai di Mercedes-Benz in Alabama, in uno dei due complessi al mondo dove non ci sono tessere
Nei mesi precedenti il sindacato ha anche promosso messo azioni di solidarietà nei confronti dei lavoratori dell’automotive in Messico. In un comunicato di Marzo, l’UAW ha denunciato i paradossi prodotti dal libero scambio, sostenendo che nonostante l’espansione della produzione, i lavoratori messicani sono costretti a comprare i prodotti importati dall’estero, mentre il 75% della produzione interna è invece destinata all’esportazione.
Nel frattempo gli stipendi dei lavoratori metalmeccanici messicani restano tra i più bassi del continente, e se nel 1994 gli addetti all’assemblaggio guadagnavano in media 6,65 dollari l’ora adesso ne guadagnano 3,14.
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