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Usa: scienziati licenziati da Trump, per Ciccozzi scienza libera dà fastidio

di Margherita Lopes (*)

Questa volta nel mirino dell’amministrazione Trump sono finiti uomini e donne di scienza: tutti i 22 membri del consiglio indipendente che sovrintende alla National Science Foundation. I componenti del National Science Board hanno ricevuto venerdì un’email dall’Ufficio del Personale Presidenziale in cui si comunicava la fine del loro incarico.

Come ricorda l’Associated Press, il National Science Board è stato creato nel 1950 per consigliare il presidente e il Congresso in materia di politica scientifica e ingegneristica, approvare importanti finanziamenti e guidare il futuro della NSF. La mossa della Casa Bianca preoccupa scienziati e attivisti, che non per la prima volta si interrogano sul futuro della scienza negli Usa nell’era Trump. “Il fatto è che la scienza dà fastidio in quanto verità. Ma attenzione: si tratta di una scelta di cui si pagheranno le conseguenze, in termini di salute e non solo. Pensiamo a quello che sta accadendo col morbillo”, dice a LaSalute di LaPresse l’epidemiologo Massimo Ciccozzi.

Vediamo i fatti: venerdì scorso tutti i membri del National Science Board hanno ricevuto l’email dall’Ufficio del Personale Presidenziale “per conto del presidente Donald J. Trump” in cui si comunicava la “cessazione del loro incarico con effetto immediato”. “A dire il vero, non sono rimasto del tutto sorpreso”, ha dichiarato in una email Keivan Stassun, fra i licenziati. Stassun, che lavora presso la Vanderbilt University, ha aggiunto però che la decisione è stata “enormemente deludente”. Composto in genere da 25 membri nominati dal presidente americano, che rimangono in carica per sei anni a rotazione, il board è formato da  scienziati esponenti del mondo accademico e industriale, specializzati in settori che vanno dall’astronomia alla matematica, passando per chimica e ingegneria aerospaziale. Secondo quanto affermato da Yolanda Gil, altro ex componente del board, tutti i 22 membri del consiglio sono stati licenziati. Il gruppo  aveva programmato di riunirsi di persona la prossima settimana e stava ultimando una relazione sullo stato della scienza negli Stati Uniti, ha dichiarato Gil in una email. “Credo che questo sia un ulteriore segnale dei radicali cambiamenti che l’amministrazione ha in mente per la NSF”, ha affermato Gil, che lavora presso l’Information Sciences Institute dell’Università della California del Sud. Maria Cantwell, la principale esponente democratica della Commissione del Senato per il Commercio, la Scienza e i Trasporti, ha dichiarato in un comunicato che la mossa rappresenta “un pericoloso attacco alle istituzioni e alle competenze che guidano l’innovazione e la ricerca americana”. L’amministrazione Trump aveva tentato di dimezzare il budget di 9 miliardi di dollari della Fondazione scientifica lo scorso anno. Il Congresso aveva mantenuto i finanziamenti alla NSF, ma il taglio è destinato essere riproposto per il prossimo anno. “Ebbene, ci sono possibili conseguenze per la salute e l’innovazione, alcune più immediate, altre di lungo termine. Ma cercare di cercare di controllare la scienza in questo modo, licenziando un board di persone competenti che dal 1950 indirizza i finanziamenti alla ricerca negli Stati Uniti, non sarà senza conseguenze, che anzi saranno tragiche”, conclude Massimo Ciccozzi.

(*) La Presse

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