Di Lorenzo Sorrentino
“Non ci sono presupposti scientifici alla base della scelta di portare da 17 a 11 il numero di vaccini raccomandati per i bambini”. È perentorio Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Bio-Medico, nel suo giudizio sull’ordine esecutivo firmato da Donald Trump destinato a modificare le indicazioni federali sui vaccini da somministrare ai bambini. Per giustificare il provvedimento, l’inquilino della Casa Bianca ha rispolverato un vecchio cavallo di battaglia della sua amministrazione, in particolare del segretario alla Salute Robert F. Kennedy: il presunto legame tra vaccini e autismo, smentito a più riprese dalla comunità scientifica. “In passato i bambini ricevevano solo una minima parte dei vaccini richiesti oggi. Le persone erano molto più sane e, ovviamente, non si registravano gli alti tassi di autismo che si osservano ora”, ha detto Trump.
“Ci sono oltre trenta studi che confermano l’inesistenza di qualsiasi rapporto di causa-effetto tra vaccinazione e autismo”, sottolinea Ciccozzi. “La teoria del pazzo, come la definiscono gli psicologi, che Trump applica in politica estera e nelle relazioni commerciali – faccio confusione così mi lasciano fare quello che voglio – viene ora riproposta anche in ambito sanitario. Ma una cosa è giocare in Borsa, un’altra è farlo con la salute della gente”. Anche l’indicazione di separare il vaccino trivalente in tre iniezioni, secondo l’epidemiologo, è priva di fondamento scientifico. “Anzi, si stanno dando la zappa sui piedi. Se fai un trivalente, la dose di farmaco iniettata è minore, perché fai un’unica puntura per tre malattie diverse. Facendolo con tre iniezioni separate – conclude – si somministra una dose maggiore, andando contro quello che hanno sempre professato”.
(*) La Presse
