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Venezia 83: venti film in concorso, cinque italiani con grande ritorno di Moretti

Grandi ritorni come Nanni Moretti, opere prime, maestri e star hollywoodiane (da Penelope Cruz e Javier Bardem a Russell Crowe), cinema politico e di denuncia. Il tutto tra ossessioni pubbliche e memorie private senza prendere una direzione univoca. Sarà una 83/ma Mostra del Cinema ad ampio spettro, vorace ed eccentrica, quella che scatterà il prossimo 2 settembre al Lido e che vedrà alternare grandi produzioni internazionali, cinema d’autore e opere che affrontano temi sociali e personali, confermando la vocazione della Mostra come vetrina privilegiata del cinema contemporaneo e autentico laboratorio internazionale. Si va dal potere dei media all’intelligenza artificiale, dai fantasmi di un Novecento buio e oscuro al potere delle famiglie, dalla crisi degli adolescenti alle migrazioni. E’ in questa sua visione multilaterale che la Mostra è capace di accostare Werner Herzog alla reunion degli Oasis, il futuro immaginario per Emanuela Fanelli (protagonista di ‘Peccato’ unica serie in programma) alle sette ore di Luca Guadagnino dedicate a Bernardo Bertolucci con ‘Joie de vivre’.

Tra maestri che continuano a interrogare il presente, autori ormai pienamente maturi e opere che sperimentano nuovi linguaggi, l’idea del Lido è sempre quella, provare a riflettere il presente attraverso uno specchio deformante quasi mai rassicurante. Tutti principi che riflettono la filosofia del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che dopo la decisione della Commissione europea di sospendere due milioni di euro alla Fondazione, ha rivendicato l’autonomia dell’istituzione evocando la favola del lupo e l’agnello “Biennale è inconfutabilmente spazio di libertà di espressione. Di recente si è sfilato un compagno di strada, l’Ue, senza però creare un impatto economico significativo. È un compagno di strada con cui abbiamo condiviso un percorso e che oggi ci lascia in ragione di un punto tutto politico, non certamente giuridico e figurarsi se culturale. Ma la Biennale non può certo sottostare. Noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi. E troveremo un giudice a Berlino. La Ue toglie i 2 milioni alla Biennale e dà 6 miliardi in sei mesi a Putin. E cito un efficacissimo titolo, immagino scritto da Mattia Feltri, sul suo giornale Huffpost. Ecco dove diventa torbida l’acqua”. Una presa di posizione netta dopo il lungo braccio di ferro nato attorno alla vicenda del padiglione russo alla Biennale Arte 2026. “Noi siamo chiamati qui alla ricerca a livello internazionale nel campo delle arti, ad obbedire ai loro desiderata. Verremmo altrimenti meno ai principi di autonomia e di libertà di espressione e di ricerca, di fantasia, di immaginazione che da 131 anni sono propri di questa istituzione”, ha aggiunto.

La conduzione delle cerimonie di apertura e chiusura sarà affidata all’attrice Greta Scarano, mentre i Leoni d’Oro alla Carriera andranno a George Clooney ed Ellen Burstyn, due icone del cinema contemporaneo. A chiudere la manifestazione sarà ‘Dio ride’, il nuovo film di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino protagonista.

Sono venti i film selezionati per il concorso principale di Venezia 83 con cinque titoli italiani in corsa per il Leone d’oro: ‘Ritorno a Buenos Aires’ di Marco Bechis, ‘Il fuoco che ti porti dentro’ di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, ‘Succederà questa notte’ di Nanni Moretti, ‘The Echo Chamber’ di Andrea Pallaoro e ‘L’estranea’ di Paolo Strippoli. Accanto agli italiani, il concorso riunisce autori come Danny Boyle (‘Ink’), Casey Affleck (‘Company’), Werner Herzog (‘Bucking Bastard’), Hirokazu Kore-eda (Look Back’), Lee Chang-dong (‘Possible love’), Martin McDonagh (‘Wild horse nine’), Shinya Tsukamoto Mrs Nelson, did you kil people?’) e Florian Zeller (‘Bunker’). La selezione comprende una sola regista donna, la danese May el-Toukhy, in gara con ‘Woman Unknown’.

I film ‘Nessun dolore’ di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea e ‘Scherzetto’ di Mario Martone con Toni Servillo saranno presentati fuori concorso in ‘Venice Open’ alla 83sima Mostra del cinema di Venezia (“Qualcuno si sorprendera’ di questi grandi nomi che sono fuori concorso, ma io sono grato a questi grandi autori frequentatori abituali della Mostra del cinema di Venezia di aver accettato di portare il loro ultimo lavoro non in competizione”), mentre ‘Una storia’ di Anna Foglietta, ‘La città dei vivi’ di Edoardo Gabriellini, ‘La ragazza con la Leica’ di Alina Marazzi (film d’apertura) e ‘I figli della scimmia’ di Tommaso Landucci sono i quattro i film italiani in Concorso nella sezione ‘Orizzonti’.

Presentando il film di Moretti, il direttore e curatore Alberto Barbera ha ricordato che il regista “manca a Venezia dal 1989, era l’anno di Palombella Rossa, ci auguriamo che questo attesissimo ritorno ci faccia dimenticare l’errore di 37 anni fa”. Il riferimento è all’esclusione del film dal concorso ufficiale nel 1989, una decisione che scatenò polemiche perché considerata da molti ‘politica’.

Nella sezione Venice Open – Fuori Concorso Non Fiction figura ‘Be Brave’ di Francesco Carrozzini che racconta la figura di Renzo Rosso, mentre ‘Imperium’ di Sergei Loznitsa completa una sezione che mette in dialogo approcci diversi. “Be Brave è un film singolare, dedicato al fondatore di Diesel – ha detto Barbera – La sua particolarità è quella di essere il primo lungometraggio documentario italiano interamente realizzato con l’intelligenza artificiale”. Il futuro è qui.

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