Politica

Violenza sulle donne: le riflessioni della politica sul 25 novembre

di Viola Scipioni

La giornata nazionale del 25 novembre per sensibilizzare la cittadinanza sulla violenza sulle donne ha portato riflessioni e dichiarazioni da parte della politica italiana.

Il primo a discuterne è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in una nota dal Quirinale ha fatto sapere come «la violenza sulle donne è emergenza, basta alibi», mettendo ancor prima a tacere le discussioni che si sono poi succedute nelle ore seguenti da parte della maggioranza di governo. Il leader della Lega e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha infatti subito fatto sapere come «difendere le ragazze significa anche riconoscere l’inevitabile e crescente incidenza degli aggressori stranieri» ribadendo quanto detto dal Ministro Valditara in occasione dell’inaugurazione dell’associazione di Giulia Cecchettin, svoltasi qualche giorno fa e che ha visto l’esponente del Carroccio proprio sottolineare quanto detto poi da Salvini.

Sulla stessa lunghezza d’onda è stata anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha deciso di prendere la stessa lunghezza d’onda dell’alleato di governo: «adesso verrò definita razzista, ma c’è un’incidenza maggiore, purtroppo, nei casi di violenza sessuale, da parte di persone immigrate, soprattutto illegalmente». Ha rincarato poi di nuovo Salvini che ha affermato come, quello sugli immigrati, è «un dato preoccupante che non sminuisce in alcun modo i casi italiani ma evidenzia le pericolose conseguenze di un’immigrazione incontrollata, spesso proveniente da Paesi che non condividono i principi e i valori occidentali».

È importante ribadire che, al di là della campagna elettorale di centrodestra, su cui casualmente decide di tacere Forza Italia, i dati delle Nazioni Unite segnalano tutt’altra storia rispetto a quella raccontata dai nostri rappresentanti al governo: nel 2023, almeno 85.000 donne sono state uccise intenzionalmente da parenti o da persone molto vicine a loro, e non da sconosciuti o da immigrati clandestini; medesima situazione per abusi o per violenze sessuali.

Sulla stessa linea del Presidente della Repubblica si schiera invece Giuseppe Conte, che ha dichiarato come «la violenza, le molestie contro le donne non possono avere alcuna giustificazione. Nulla può giustificare la sopraffazione, nessuna scusa!». Ovviamente, anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha deciso di ancorarsi alle parole del Capo dello Stato, ribadendo come «non c’è spazio per la negazione di ciò che è sotto gli occhi di tutte e tutti, le istituzioni dovrebbero lavorare insieme per mettere fine alla violenza strutturale contro le donne».

«È addirittura superfluo sottolineare che non ci sono scuse accettabili a giustificazione della violenza di genere. La violenza contro le donne presenta numeri allarmanti. È un comportamento che non trova giustificazioni, radicato in disuguaglianze, stereotipi di genere e culture che tollerano o minimizzano gli abusi, che si verificano spesso anche in ambito familiare» ha concluso poi il Presidente Mattarella, come a sottolineare della necessità di leggi più dure contro chi mette in pratica atteggiamenti ingiustificabili. La Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Eugenia Maria Roccella, ha quindi fatto sapere che «faremo un tavolo con cui spero, per l’8 marzo, di presentare il testo unico sulla violenza di genere», concordando quindi con le parole di Mattarella e allontanandosi dai rappresentanti del governo in cui lavora.

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