Economia e Lavoro

Vola il prezzo del petrolio, per un barile ci vogliono 80 dollari

Il prezzo del petrolio del Mare del Nord, supera gli 80 dollari dollari, il livello più alto da ottobre 2018. A guidare il rialzo sono le aspettative per l’aumento della domanda e le preoccupazioni per le forniture, mentre il mondo emerge lentamente dalla crisi pandemica. Sui mercati asiatici i future sul Light crude avanzano ddllo 0,83% a 76,08 dollari, ai massimi da luglio, e quelli sul Brent dello 0,77% a 80,19 dollari. E’ il sesto giorno consecutivo che il prezzo del Petrolio sale. Goldman Sachs ha aumentato di 10 dollari la sua previsione di fine anno per il Brent, portandola a 90 dollari, al barile. Le forniture globali si sono ristrette a causa della rapida ripresa della domanda di carburante dallo scoppio della variante Delta del coronavirus e del colpo dell’uragano Ida alla produzione statunitense. Gli analisti affermano che l’aumento dei prezzi del gas naturale liquefatto spot e del carbone potrebbe anche rafforzare ulteriormente i prezzi del greggio. Inoltre principali esportatori di petrolio africano Nigeria e Angola faranno fatica a incrementare la produzione ai loro livelli di quota OPEC almeno fino al prossimo anno, poiche’ sottoinvestimenti e fastidiosi problemi di manutenzione continuano a ostacolare la produzione, avvertono fonti delle rispettive compagnie petrolifere.

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Decreto Pnrr, Confcommercio: “Bene, ma si può migliorare” Bene il provvedimento nel suo insieme, anche se c’è spazio per “interventi migliorativi”. È il “succo” dell’intervento del vicepresidente vicario di Confcommercio, Lino Enrico Stoppani,in audizione alla Camera l’11 marzo scorso sul ddl di conversione del decreto legge 19/2024 (il cosiddetto decreto Pnrr). In particolare, Confcommercio chiede un ampliamento della lista dei beni agevolabili tramite la misura Transizione 5.0, che ha l’obiettivo di promuovere la riduzione dei consumi energetici generatori di Co2, ricomprendendo ad esempio “gli apparecchi di ultima generazione, intelligenti e a basso consumo, per la refrigerazione o la cottura degli alimenti, oppure le soluzioni smart building che, secondo analisi Enea, possono comportare risparmi energetici fino al 45%”. Per quanto riguarda poi la riduzione dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione, pur apprezzando le innovazioni relative alla trasparenza sui ritardi accumulati dalle diverse amministrazioni e all’elaborazione e monitoraggio dei piani per ridurli, il vicepresidente Stoppani ha ribadito la necessità di “consentire alle imprese maggiori compensazioni dei propri crediti sulle imposte e tasse dovute all’erario”. Quanto infine al trattamento contrattuale da applicare al personale in appalto e subappalto, Confcommercio ha rilevato che “il richiamo al solo criterio della maggiore applicazione rischia di affidare al possibile arbitrio, anche di soggetti terzi, l’individuazione del contratto collettivo di riferimento, senza considerare il peso della rappresentanza dei soggetti che lo negoziano”. Di conseguenza la Confederazione propone di “affiancare al criterio di riferimento per l’individuazione dei contratti nell’ambito degli appalti (maggiormente applicati nel settore al quale si riferisce l’oggetto dell’appalto), un ulteriore criterio da rispettare, ovvero che tali contratti debbano essere comunque sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

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Indice manifatturiero Pmi. Anche a dicembre un dato più che positivo

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