Gli “shock geopolitici” che segnano il mondo di oggi sono una “opportunità” da cogliere, per costruire “l’indipendenza europea”. Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. “Gli shock geopolitici possono, e devono, rappresentare un’opportunità per l’Europa – afferma von der Leyen – a mio parere, il cambiamento epocale che stiamo attraversando oggi è un’opportunità, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né è una reazione a eventi recenti”. Invece, prosegue, “è un imperativo strutturale da molto più tempo. Quando ho usato questo termine, indipendenza europea, circa un anno fa, sono rimasta sorpresa dalle reazioni scettiche. Ma a meno di un anno di distanza, ora esiste un reale consenso su questo punto”. Per von der Leyen “la verità è che potremo sfruttare questa opportunità solo se riconosceremo che questo cambiamento è permanente. Certo, la nostalgia fa parte della storia umana. Ma la nostalgia non riporterà indietro il vecchio ordine”, assicura. “Quando ho iniziato a preparare il discorso di quest’anno – afferma – la sicurezza nella regione dell’Estremo Nord non era il tema principale. Ma per molti versi, si collega al tema più ampio da cui ho iniziato oggi. Che l’Europa deve accelerare la sua spinta verso l’indipendenza, dalla sicurezza all’economia, dalla difesa alla democrazia. Il punto è che il mondo è cambiato in modo permanente. Dobbiamo cambiare con lui”, afferma. L’Ue ha steso la sua prima strategia per l’Artico nel 2008, diciotto anni fa, ma a tutt’oggi non dispone di rompighiaccio in grado di navigare nel Mare Artico. Alcuni Paesi, come Finlandia e Svezia, possono contare su navi rompighiaccio, ma sono adatte solo al Mar Baltico, che ghiaccia parzialmente in inverno, non alle dure condizioni dell’Artico. La Danimarca, uno degli alfieri dei Frugali, aveva una piccola flotta di rompighiaccio, ma li ha venduti tutti, malgrado la Groenlandia faccia parte del Regno. Quindi il passaggio sulle tariffe minacciate dagli Usa. L’imposizione di dazi aggiuntivi sulle importazioni dai Paesi europei che hanno mandato militari in Groenlandia , dice, è “un errore”, e l’Europa è “pienamente impegnata” per la sicurezza dell’Artico. “Per quanto riguarda la sicurezza della regione artica, l’Europa – afferma – è pienamente impegnata. E condividiamo gli obiettivi degli Stati Uniti in questo senso. Ad esempio, la Finlandia, uno dei membri più recenti della Nato, sta vendendo i suoi primi rompighiaccio agli Stati Uniti. Questo dimostra che abbiamo le capacità necessarie proprio qui, nel ghiaccio, per così dire. Che i nostri membri settentrionali della Nato dispongono già di forze pronte per l’Artico”. Poi la presa di posizione della Governatrice della Bce, Lagarde: Di fronte alla “postura” adottata da Donald Trump nei confronti dell’Europa, i leader europei devono “indicare quali strumenti abbiamo a disposizione, mostrare determinazione collettiva, essere uniti: questa è la postura europea necessaria”. Sono le parole della presidente della Bce Christine Lagarde in un’intervista alla radio francese Rtl, a margine del Forum economico mondiale. “Poi, quando i partner si siedono attorno al tavolo e quando il presidente Trump avrà ridefinito la sua posizione questo pomeriggio a Davos, ciò permetterà agli europei di decidere cosa fare insieme. Per me, ciò che è fondamentale è l’unità e la determinazione”, ha aggiunto. “Si tratterà di capire se si andrà verso una cooperazione limitata, una cooperazione ampia, oppure verso un meccanismo di multi-polarizzazione completa, in cui ognuno procede in modo non concertato e non equilibrato. E se si ridefiniscono gli equilibri mondiali. Questa è la vera domanda”, ha aggiunto Lagarde. Alla domanda se gli Stati Uniti siano ancora nostri alleati o piuttosto nostri avversari, ha risposto: “Si comportano in modo molto strano per degli alleati. Quando si è alleati nell’ambito del Trattato dell’Atlantico del Nord, quando lo si è stati per decenni e si è partecipato alla storia reciproca, minacciare di appropriarsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie e di altro tipo sul commercio internazionale non è davvero un comportamento molto ‘alleato’”. Lagarde ha spiegato che a Davos non incontrerà Trump personalmente: “Il mio programma della giornata non è del tutto definito, ma non credo. Andrò però ad ascoltarlo, perché il modo in cui si esprimerà e ciò che dirà sarà interessante, dopo quanto è stato detto ieri dagli europei e da altri partner come il Canada”. Quanto al livello di preoccupazione per la situazione, in particolare la Groenlandia, ha detto di essere “in allerta”.
Red
Aggiornamento Davos-Groenlandia
