Salvatore Ferrigno, candidato al Parlamento regionale siciliano (nella foto l’Aula) alle prossime elezioni, è stato arrestato dai carabinieri di Palermo per scambio elettorale politico-mafioso. Insieme a lui sono finiti in carcere il boss Giuseppe Lo Duca e Piera Lo Iacono, accusata di aver fatto da intermediaria tra il politico e la mafia. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Ferrigno è candidato con i Popolari Autonomisti di Raffaele Lombardo, lista della coalizione che sostiene l’ex presidente del Senato Renato Schifani nella corsa alla presidenza della Regione siciliana. Nella giornata di giovedì era stata arrestata per corruzione la candidata alle regionali per Fratelli d’Italia Barbara Mirabella. Secondo gli inquirenti, Ferrigno avrebbe promesso favori e denaro all’esponente di Cosa nostra in cambio di voti. A sostegno dell’accusa ci sono diverse intercettazioni ambientali, alcune di pochissimi giorni fa. L’inchiesta, coordinata dalla Dda, nasce da un’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal tenente colonnello Salvatore Di Gesare, sui clan mafiosi della provincia di Palermo. Alle scorse amministrative di giugno finirono in carcere, sempre con l’accusa di scambio elettorale politico mafioso, i candidati al Consiglio Comunale di Palermo Francesco Lombardo e Pietro Polizzi, entrambi del centrodestra. Anche a loro la Procura contestò di aver stretto un patto con la mafia che prevedeva appoggio ai clan in cambio del sostegno elettorale. Secondo le accuse, nel presunto patto siglato tra Ferrigno e il boss di Carini Giuseppe Lo Duca c’era anche una somma di denaro. I due si sarebbero accordati inizialmente su 20mila euro per ognuno di quattro paesi del palermitano in cui il mafioso avrebbe dovuto sostenere l’aspirante deputato regionale, poi la somma era scesa a cinquemila.
