di Viola Scipioni
Le recenti elezioni federali in Germania hanno ridisegnato il panorama politico del Paese, suscitando reazioni immediate anche in Italia. La vittoria della CDU/CSU di Friedrich Merz, il crollo dei socialdemocratici di Olaf Scholz e l’avanzata dell’estrema destra di AfD hanno scatenato un acceso dibattito tra i leader politici italiani, divisi tra soddisfazione e preoccupazione.
Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha accolto con entusiasmo l’exploit di AfD, dichiarando: «il cambiamento vince anche in Germania! AfD raddoppia i voti, nonostante attacchi e menzogne della sinistra. Stop all’immigrazione clandestina, basta eco-follie, Europa da cambiare radicalmente». Il sostegno di Salvini al partito di estrema destra, espulso dal gruppo europeo dei Patrioti, suggerisce una possibile riapertura del dialogo tra le due forze politiche.
Di tutt’altro tono la reazione di Antonio Tajani, Vicepremier e leader di Forza Italia, che ha invece sottolineato la vittoria dei popolari: «la CDU/CSU ha vinto: i Popolari saranno alla guida del nuovo governo tedesco. Continua il trend vincente del PPE, vero argine della deriva populista». Tajani ha poi ribadito l’importanza dell’asse Roma-Berlino, sottolineando: «l’Europa deve diventare un soggetto politico, economico e militare unico. Possiamo farlo insieme alla Germania guidata da Merz».
In casa Fratelli d’Italia, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha mantenuto un profilo più istituzionale, evitando dichiarazioni dirette ma facendo filtrare la soddisfazione per la svolta a destra della Germania. Il capodelegazione di FdI al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, ha invece commentato il crollo della SPD e il fallimento della coalizione Semaforo, affermando: «la Germania ha bocciato la sinistra ideologica. Ora serve una politica di centrodestra pragmatica, più attenta alla sicurezza e alla crescita economica».
Sul fronte opposto, le forze progressiste italiane hanno espresso preoccupazione per l’avanzata dell’estrema destra e per la possibile instabilità politica tedesca. Il segretario del Partito democratico, Elly Schlein, ha commentato: «il risultato elettorale tedesco dimostra che le forze progressiste devono essere più incisive nel rispondere alle paure dei cittadini senza cedere alla retorica populista e nazionalista». Anche il Movimento 5 Stelle ha manifestato inquietudine per la crescita di AfD, con il Capogruppo al Senato Stefano Patuanelli che ha dichiarato: «purtroppo, come in altri Paesi europei, avanzano forze politiche che speculano sulle paure delle persone. Serve un’Europa più giusta e sociale».
Nel dibattito italiano, non è mancata la voce di Matteo Renzi, leader di Italia viva, che ha lanciato una stoccata a Meloni: «i primi viaggi di Merz saranno a Parigi e Varsavia, non a Roma. Questo dovrebbe far riflettere il governo italiano sulla sua posizione in Europa».
L’esito delle elezioni tedesche rappresenta quindi un test politico anche per l’Italia. Se da un lato il centrodestra esulta per la vittoria della CDU/CSU, dall’altro le preoccupazioni per l’avanzata dell’estrema destra e la fragilità della SPD pongono interrogativi sull’equilibrio europeo. Con l’orizzonte delle elezioni europee, la Germania potrebbe diventare un laboratorio politico le cui dinamiche influenzeranno anche il futuro dell’Italia.
