La guerra di Putin

Zelenskyj nomina il ‘deposto’ generale Valery Zaluzhny ambasciatore a Londra

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha scelto il generale Valery Zaluzhny,comandante in capo delle forze armate del paese recentemente deposto, comeambasciatore di Kiev nel Regno Unito. Lo ha riferito giovedì 7 marzo nel corso del suo discorso alla nazione, “la nostra alleanza con la Gran Bretagna deve solo rafforzarsi”, ha detto. Il ministero degli Esteri ucraino in una nota afferma che Kiev ha già inviato una richiesta formale al governo britannico per l’approvazione.

 

La nomina, già ampiamente prevista dopo la destituzione del generale dall’incarico di comandante in capo delle forze armate, mette, almeno in appetenza, fine alle polemiche, più o meno sotterranee, fra i due sulla conduzione del conflitto, dopo la nota intervista del generale a The Economistche irritò non poco il Presidente.

 

Già il mese scorso Zelensky annunciava un rimescolamento della sua leadership militare cui sta dando ancora corso anche dopo che il generaleSyrsky ha preso il posto del suo predecessore. Anche se al momento non si notano cambiamenti strategici e anzi, le truppe ucraine puntino a costruire linee di difesa in attesa di una eventuale, quanto improbabile offensiva quest’este o forse nel 2025.

 

Ma analisti e funzionari vicini all’ufficio di Zelenskyy già affermavano che il vero motivo per cui il generale era stato licenziato fu il conflitto in corso tra i due. Secondo quanto riferito, Zelenskyj non è riuscito a controllare la schiettezza del generale che continuava a manifestare la sua opinione su una fase di stallo del conflitto, senza previa autorizzazione del presidente.

 

Secondo i sondaggi di agenzie ucraine,  Zaluzhny sarebbe stato, anche potenzialmente, l’unico vero concorrente di Zelenskyyse mai avesse deciso di candidarsi alla presidenza e, soprattutto se si fossero svolte elezioni, ormai rinviate per legge sine die. Tuttavia altri analisti affermano che che sarebbe sbagliato vedere questo incarico come una forma di esilio politico per il generale.

 

Uno di questi ha dichiarato a POLITICO.eu  che “è stato un buon compromesso per entrambe le parti. L’ufficio del presidente elimina la possibilità, per qualsiasi attore politico in Ucraina, di trascinare Zaluzhny in politica, e il generale ottiene una nuova preziosa esperienza diplomatica a cui è sempre stato interessato”.Anche se l’incarico di ambasciatore rappresenta una “battuta d’arresto nella carriera per Zaluhzny è un’opportunità per espandere i suoi orizzonti professionali e servire il suo Paese in un altro modo”.

 

Secondo la costituzione ucraina, le elezioni presidenziali saranno possibili solo dopo la fine della guerra e la  carica di ambasciatore non chiuderà le prospettive di una futura carriera politica al cinquantenne Zaluhzny.

 

Sul quale comunque punta, sotto traccia, parte dell’estabilishment del Cremlino,non tanto per una prospettiva di pace, o almeno di tregua, quanto per un congelamento del conflitto che il generale già ipotizzava, ma soprattutto per una alternativa di governo che potrebbe solo avvenire con un colpo di stato che comunque potrebbe venir pilotato solo dall’Occidente.

 

Insomma Zaluhzny è sempre una buona carta di riserva e i suoi canali con l’Occidente non si sono certo chiusi, anzi da Londra fanno balenare luminose prospettive.

 

GiElle

aggiornamento crisi russo-ucraina ore 13.50

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