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Bergoglio ai farmacisti ospedalieri italiani: “L’aborto è omicidio, sì all’obiezione di coscienza”

“Voi siete sempre al servizio della vita umana – ha detto il Papa ai farmacisti ospedalieri -. E questo può comportare in certi casi l’obiezione di coscienza, che non è infedeltà, ma al contrario fedeltà alla vostra professione, se validamente motivata. A loro Francesco ricorda che il Convegno, in programma a Roma fino al 17 ottobre 2021, è “un’occasione di confronto”, ma anche “un’opportunità per ribadire l’importanza del sistema sanitario pubblico nazionale, elemento imprescindibile per garantire il bene comune e la crescita sociale di un Paese”. E tutto ciò, aggiunge, “nel contesto della pandemia, che ha cambiato e cambierà il modo di programmare, organizzare e gestire la sanità e la salute”. Ai partecipanti al Congresso, Papa Francesco ricorda che l’aborto non una soluzione, ma “un omicidio”. nel suo discorso, il Papa indica tre strade: quelle del sevizio, della professionalità e dell’etica. Ed è soprattutto quella dell’etica che è stata al centro del ragionamento del Papa: Sul piano individuale, il farmacista, ciascuno di voi, adopera sostanze medicinali che possono però trasformarsi in veleni. Qui si tratta di esercitare una costante vigilanza, perché il fine sia sempre la vita del paziente nella sua integralità. Voi siete sempre al servizio della vita umana. E questo può comportare in certi casi l’obiezione di coscienza, che non è infedeltà, ma al contrario fedeltà alla vostra professione, se validamente motivata. Oggi c’è un po’ la moda di pensare che forse sarebbe una buona strada togliere l’obiezione di coscienza. Ma guarda che questa è l’intimità etica di ogni professionista della salute e questo non va negoziato mai, è proprio la responsabilità ultima dei professionisti della salute. Ed è anche denuncia delle ingiustizie compiute ai danni della vita innocente e indifesa.
È un tema molto delicato, spiega il Papa, “che richiede nello stesso tempo grande competenza e grande rettitudine”.
In particolare, sull’aborto ho avuto occasione di tornare anche recentemente. Sapete che su questo sono molto chiaro: si tratta di un omicidio e non è lecito diventarne complici. Detto questo, il nostro dovere è la vicinanza, il dovere positivo nostro: stare vicino alle situazioni, specialmente alle donne, perché non si arrivi a pensare alla soluzione abortiva, perché in realtà non è la soluzione. Poi la vita dopo dieci, venti, trent’anni ti passa il conto. E bisogna stare in un confessionale per capire il prezzo, tanto duro, di questo. Oltre al livello etico personale, osserva il Pontefice c’è anche “il livello della giustizia sociale”: Le strategie sanitarie, volte al perseguimento della giustizia e del bene comune, devono essere economicamente ed eticamente sostenibili. Certamente, nel Servizio Sanitario Nazionale italiano, grande spazio occupa l’universalità dell’accesso alle cure, ma il farmacista – anche nelle gerarchie di gestione e amministrazione – non è un mero esecutore. Pertanto i criteri gestionali e finanziari non sono l’unico elemento da prendere in considerazione. La cultura dello scarto non deve intaccare la vostra professione. E anche su questo bisogna essere sempre vigilanti. «Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. Noi abbiamo questo compito! Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto”». Anche negli anziani: dare la metà dei medicinali e così si accorcia la vita… È uno scarto, sì.

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