di Andrea Maldi
“Sono infuriato con Putin, mi ritengo pronto a imporre dazi sul petrolio russo al 25% se dovesse saltare l’accordo per fermare lo spargimento di sangue in Ucraina. Ma la rabbia può passare presto, se Putin fa la cosa giusta. Conto di parlargli in settimana” ha dichiarato Donald Trump in un’intervista a Nbc news. Il Tycoon infatti sostiene che il Cremlino potrebbe adottare tattiche che tendono a prolungare l’accordo per il cessate il fuoco in Ucraina, per far virare ulteriormente a proprio favore gli sviluppi sul campo di battaglia.
Subito la replica del portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: “Il presidente Putin rimane aperto a tale comunicazione, che se necessario può venire concordata molto rapidamente. Tuttavia siamo contrari a forze di pace in Ucraina provenienti da paesi che hanno inviato armi, e che quindi sono palesemente di parte”.
Sembra che al commander in chief non sarebbe andata giù anche la richiesta del Cremlino di un governo di transizione e di nuove elezioni in Ucraina quale elemento delle trattative per il cessate il fuoco, anche se a detta della Russia, era previsto nei colloqui di Doha.
Il mandato del presidente ucraino Zelensky è infatti scaduto il 20 maggio 2024 ed è stato il primo a fare una legge che vieta a se stesso e a qualsiasi esponente ucraino di trattare con Mosca.
Sembra che la Russia stia avvisando Trump che non è ne l’Unione Europea e ne l’America Latina, dove tutti devono obbedire ai suoi ordini, i patti vanno rispettati fino all’ultimo.
Ma The Donald non risparmia nessuno: ha manifestato malumore anche nei confronti dello stesso Zelensky. A suo dire starebbe esitando nella sottoscrizione del trattato per accordare agli Stati Uniti l’accesso alle terre rare dell’Ucraina. “Penso stia cercando di tirarsi indietro dall’intesa sulle terre rare, se lo fa avrà grossi problemi”.
Per il leader di Kiev Volodymyr Zelensky “Putin vuole prorogare la guerra, si fa beffe degli sforzi per raggiungere la pace. I russi stanno continuando ad attaccare e stanno preparando le forze per affondare nel territorio ucraino. Stiamo informando gli Usa e gli alleati europei dei piani in corso”.
Intanto continua l’offensiva russa: il ministero della difesa ucraino rende noto che nella giornata di ieri sono stati lanciati 131 droni russi, 57 dei quali intercettati e abbattuti nel nord, nell’est e nel centro del Paese. Resta la massima allerta aerea su Kiev e in diverse regioni dell’Ucraina per l’impiego di droni d’attacco e di armi balistiche.
“Sono stati registrati droni nemici a ovest di Donetsk, a est di Kharkiv, a nord di Sumy, nonché nella parte orientale e centrale delle regioni di Chernihiv” riporta Rbc-Ucraina.
