Roma Capitale

GRASSADONIA: “L’AMMINISTRAZIONE AL FIANCO DELLA COMUNITÀ LGBTQIA+ CON UNA MOZIONE PER COSTRUIRE LA CITTÀ DEI DIRITTI”

Roma, 15 maggio 2023 – “Molto felice e orgogliosa della mozione per la promozione dei diritti della comunità lgbtqia+, discussa oggi in commissione congiunta Pari Opportunità e Politiche sociali e che verrà presto presentata in Assemblea capitolina. Un atto frutto di un lavoro costante e prezioso portato avanti con le presidenti Cicculli e Converti e con la consigliera Biolghini. Una mozione che verrà discussa nei prossimi giorni in Assemblea Capitolina e che conferma l’impegno di questa Amministrazione nella promozione dei diritti per la comunità lgbtqia+.

 

La mozione, che nasce da sollecitazioni arrivate dai territori e che è anche all’attenzione dei vari consigli municipali, conferma il grande lavoro di squadra che come amministrazione stiamo portando avanti a tutti i livelli e insieme alle realtà lgbt+ della nostra città.

 

Le persone lgbt+ hanno bisogno di risposte concrete e di una amministrazione al proprio fianco nella costruzione di una città e di un Paese sempre più dalla parte dei diritti.

 

Questo atto segna la strada su cui continuare a lavorare e propone iniziative concrete da realizzare. La conferma di una presa di responsabilità istituzionale di Roma Capitale a fianco della comunità lgbt+”.

 

Lo dichiara Marilena Grassadonia coordinatrice Ufficio Diritti Lgbt+ di Roma Capitale.

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“Partirà a breve una pec (posta elettronica certificata) diretta al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, alla Asl competente del municipio e alla polizia municipale, nella quale chiederemo che si adoperino per un sopralluogo per valutare con urgenza lo stato dell’ex Borghetto degli Artigiani e prendere le dovute precauzioni del caso. In caso di mancata risposta, saremo costretti ad informare l’autorità giudiziaria”. A farlo sapere alla Dire il gruppo spontaneo di cittadini ‘ex Borghetto degli Artigiani’ del municipio V di Roma in merito alla questione riguardante l’estesa area verde compresa tra l’ex Snia Viscosa e l’area del Mausoleo di Sant’Elena, in via dell’Acqua Bullicante, che ieri è stata interessata da un vasto incendio che ha coinvolto rifiuti e plastica. La zona almeno da un paio di anni, riferiscono i cittadini, è abbandonata al degrado ed è diventata zona di spaccio. RESIDENTI ESASPERATI: “LA QUESTIONE VA AVANTI DA DUE ANNI” “Come cittadini abbiamo già presentato un esposto lo scorso primo marzo- raccontano i cittadini alla Dire- ma in realtà la questione va avanti da due anni. Ad agosto 2022 fecero una bonifica nell’area, annunciando che avrebbero realizzato un parco, ma a settembre dello stesso anno si sono insediati i primi occupanti, che hanno trasformato il Borghetto in una vera e propria piazza di spaccio, aperta 24 ore su 24, con tanto di consumo di eroina. A marzo 2023 è stato informato della situazione il Gabinetto del sindaco, a maggio 2023 aveva risposto il Dipartimento ciclo dei rifiuti, prevenzione e risanamento dagli inquinamenti, dicendo che c’era la disponibilità a trasferire al municipio V i fondi per rimuovere i rifiuti. Non è mai accaduto, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte dei residenti”. “OLTRE 50 PERSONE NEL DEGRADO ASSOLUTO, A FEBBRAIO IL PRIMO INCENDIO” Ad agosto 2023 c’è stata la “rimodulazione dei fondi per la sicurezza e tra i quasi 5 milioni che finanziavano 14 progetti- proseguono i cittadini- c’era anche la demolizione degli immobili in via Acqua Bullicante. A dicembre 2023 vengono quindi stanziati i fondi dal ministero dell’Interno, 500mila euro. Ma nel frattempo è accaduto di tutto, perché dentro l’ex Borghetto dormono più di 50 persone e la situazione è di degrado assoluto. A febbraio 2024 scoppia il primo incendio. Nel frattempo a marzo viene ritrovato il cadavere di un 42enne residente nell’area morto di overdose nel bagno di una pizzeria a Torpignattara; un altro uomo, morto sempre per overdose, è stato ritrovato invece all’interno dell’ex Borghetto”. In quel caso a presentare l’esposto ai carabinieri fu il presidente del V municipio, Mauro Caliste. A distanza di pochi giorni i militari della compagnia Roma Casilina entrarono nell’area abbandonata trovando accampati, in quelle che una volta erano le botteghe di fabbri, meccanici e falegnami, 4 persone fra i 30 e i 24 anni, tra cui tre uomini stranieri e una donna italiana, tutte senza dimora e già note alle forze dell’ordine. Dire

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