Cronaca

Torre dei Moro di Milano, dubbi sul corto circuito e sui pannelli del rivestimento esterno. Sequestrato parte del grande immobile

Sono stati messi sotto sequestro dalla Procura di Milano gli ultimi tre piani della Torre dei Mori bruciata in poche ore a Milano. Tutto è stato deciso nella mattinata di mercoledì quando alcuni dei residenti del grande immobile si sono visti rifiutare l’accesso a quel che resta delle proprie abitazioni per recuperare quello che era rimasto integro. Intanto ,oltre a quello del corto circuito, si apre anche il fronte della tenuta ingnifuga dei pannelli in alluminio che rivestivano la grande Torre. Sembrerebbe, infatti che il composito di alluminio utilizzato non era di Alucobond, marchio registrato e prodotto da 3° Composites GmbH. È quanto specifica in una nota l’azienda tedesca che produce il materiale.
“Alla luce del recente incendio alla Torre dei Moro di Milano- si legge nel comunicato – la Direzione di 3A Composites esprime solidarietà a tutte le persone colpite da questa sciagura. 3A Composites, in qualità di produttore responsabile, è consapevole del ruolo fondamentale che i materiali da costruzione stanno svolgendo in materia di sicurezza, e di conseguenza sostiene e incoraggia normative chiare e rigorose per quanto riguarda la protezione e la sicurezza degli edifici in caso di incendio”. Nell’ambito delle indagini, la Procura di Milano ha delegato la squadra di polizia giudiziaria del dipartimento ‘ambiente, salute, sicurezza, lavoro’ ad acquisire negli uffici tecnici del Comune di Milano tutti i documenti relativi alla concessione edilizia che ha permesso di realizzare il grattacielo, la cui costruzione è terminata nel 2011. Acquisizione che a questo punto assume particolare importanza, alla luce delle rivelazioni dell’azienda produttrice dell’Alucobond. Le carte saranno infatti utili agli inquirenti per avere i nominativi delle società coinvolte nella realizzazione dell’edificio, dei responsabili dei lavori e dei progettisti. Nominativi utili per svolgere tutti gli accertamenti, anche con l’iscrizione nel registro degli indagati, sulle eventuali responsabilità

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