di Luca Rossi
Milano (LaPresse) – Infuria la polemica dopo le parole di Ignazio La Russa in vista del 25 aprile, giorno della festa della Liberazione. “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava ma andai a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portai, non faceva parte di un obbligo, una corona. E poi andai al Campo X dove sono sepolti con molti ignoti diversi caduti della Repubblica sociale italiana”, dice il presidente del Senato a margine della sua visita alla 64esima edizione del Salone internazionale del mobile di Milano, alla Fiera di Rho. “Ci andai – precisa – in forma privata perché, secondo me, era un momento doveroso di una pacificazione che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei”.
Le opposizioni, a partire dal Pd, non ci stanno e vanno all’attacco. “Non è forse chiaro al presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, che cosa rappresenti il 25 aprile. Non è una ricorrenza neutra. È il giorno in cui l’Italia si è liberata dal nazifascismo, è il fondamento della nostra democrazia, è la radice della nostra Costituzione italiana”, sbotta Sandro Ruotolo, responsabile Memoria nella segreteria nazionale ed europarlamentare del Pd, secondo cui “per questo non si può, neanche lontanamente, accostare la memoria della Resistenza a quella dei caduti della Repubblica sociale italiana”. Netto anche il commento del suo collega di partito e deputato dem, Federico Fornaro: “Le dichiarazioni di La Russa sono gravi e inaccettabili, soprattutto perché arrivano dalla seconda carica dello Stato alla vigilia della festa della Liberazione. Non esiste alcuna ‘pacificazione’ possibile che passi per l’equiparazione tra partigiani e repubblichini. È una forzatura storica e morale che offende la memoria della Resistenza e tradisce i valori su cui si fonda la nostra Repubblica”. Dal canto suo, ancora, il co-leader di Avs, Nicola Fratoianni, affonda: “Si avvicina il 25 aprile ed ecco di nuovo il ritornello: avete sentito La Russa? Siamo sempre lì: l’indistinto, i morti di Salò, la pacificazione”. E poi aggiunge: “Lo hai capito, La Russa, che se fai il presidente del Senato, se puoi dire quello che pensi, è grazie ai partigiani e alle partigiane che sono morti per liberarci dall’oppressione nazifascista, quella che organizzavano quei morti di Salò a cui tu vuoi portare una corona?”.
