Politica

Dl Sicurezza, non c’è intesa tra le parti

Nessuna possibilità di intesa tra maggioranza sul testo e le ipotesi di testo del Decreto Sicurezza. Le di stanze sembrano incolmabili ed ecco alcune delle posizioni più significative.

 

Dl Sicurezza: Schlein, opposizioni unite contro norma pessima e forzatura mai vista

“Insieme alle altre opposizioni stiamo facendo muro contro il pessimo decreto sicurezza del governo Meloni.

Siamo già al quarto decreto consecutivo con lo stesso titolo, dopo quelli che hanno introdotto norme più repressive del codice Rocco del 1930 e che hanno colpito anche il dissenso pacifico, come quello dei lavoratori metalmeccanici in sciopero”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

“È la certificazione del fallimento del governo sulla sicurezza – aggiunge -. Sempre la stessa ricetta securitaria fatta di nuovi reati e inasprimento delle pene, mentre i reati commessi nel 2023 e 2024 sono persino aumentati e sulla prevenzione il governo ha tagliato fondi ai comuni su cui scarica le proprie responsabilità.

Ma è gravissimo anche il metodo. Strappi, forzature, regole piegate: il dibattito parlamentare è stato compresso prima al Senato e ora alla Camera. Il risultato? Una fibrillazione istituzionale senza precedenti, con uno scontro aperto tra governo e Quirinale su una norma che lo stesso governo arriva a definire incostituzionale, che mina il diritto alla difesa trasformando l’avvocatura in soggetto attuatore delle scelte del governo.

E allora siamo al paradosso: la Camera chiamata a votare una norma incostituzionale, per poi correggerla dopo con un nuovo decreto. È una forzatura mai vista. Siamo davanti a un pasticcio istituzionale enorme. Continueremo a opporci come abbiamo fatto, uniti e senza sconti, nel solco del dettato costituzionale”.

 

 

 

Dl Sicurezza: Rampelli (FdI), opposizione vuole stato di anarchia

“Al netto delle modifiche sul dl sicurezza suggerite dal Quirinale, desta davvero sconcerto la postura dell’opposizione che non avendo una proposta univoca su nulla, assume comportamenti situazionisti utilizzando una volta la magistratura, un’altra gli avvocati. Corpi estranei alla politica che commissariano la minoranza e la trasformano in amplificatore di urla dissennate. Si tratta di un approccio reazionario e becero che si è appropriato dell’ala sedicente progressista. La questione non è soltanto legata alle modalità della re- immigrazione, ma alla contestazione del decreto sicurezza nella sua totalità. Pd, M5S e Avs non hanno a cuore la qualità della vita delle persone oneste prese d’assalto da varie insidiose forme di violenza, né lo Stato di diritto, il rispetto della legalità, la difesa delle periferie urbane devastate dalla violenza predatoria, dall’immigrazione clandestina, dagli anarchici che mettono a soqquadro le città rimanendo impuniti. Cantare vittoria oggi accentua la reale postura della sinistra che appare sempre più paladina dell’intero circuito che promuove l’immigrazione irregolare e conseguentemente tollera e protegge quella larga fetta di criminalità che gli è legata. Una vittoria di Pirro”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

 

Dl Sicurezza: Craxi (FI), bene intervento su norma che riguarda avvocati

“Siamo convinti della validità e dell’importanza delle norme contenute nel decreto sicurezza, ispirate alla piena tutela del principio di legalità. Allo stesso tempo, accogliamo con favore la decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di intervenire con un provvedimento mirato su un aspetto del testo, dimostrando attenzione verso le istanze provenienti dal mondo dell’avvocatura, direttamente coinvolto. L’avvocatura rappresenta uno dei cardini dello Stato di diritto, garantendo a ogni persona il diritto a una difesa indipendente, libera e qualificata. Preservarne l’autonomia è un obiettivo che Forza Italia ha posto fin dall’inizio e che, pertanto, non può che vederci favorevoli”. Lo dichiara la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.

Red

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