Economia e Lavoro

 

 

Urso (Sviluppo Economico-Made in Italy alla Confcommercio): “Imprese al centro della nostra attenzione”

“Le imprese sono il motore, prima sociale che economico, al centro della nostra attenzione. E d’altronde oggi vedo una sintonia perfetta nel rapporto tra istituzioni e associazioni di impresa”. Così Adolfo Urso, ministro delle imprese del made in Italy, nel suo intervento davanti all’Assemblea di Confcommercio in cui ha rivendicato i risultati già ottenuti dal nuovo Governo (“per la prima volta cresciamo più degli altri Paesi e abbiamo smentito le previsioni precedenti l’insediamento, l’Italia non solo non è stata isolata a livello internazionale ma è diventata un faro nelle decisioni che vengono prese dagli organismi internazionali”) e ha parlato della volontà di “trasformare l’Italia nel Paese del fare, nel Paese più competitivo dell’Europa occidentale”.

Dato “merito alle imprese italiane che hanno saputo reagire ai cambiamenti geopolitici scegliendo i mercati più in crescita” e attribuito la crescita più forte delle previsioni ai risultati “di servizi e turismo, dei consumi e degli investimenti delle imprese italiane e di quelle estere nel nostro Paese”,Urso ha quindi esaltato il “sistema italiano fatto di piccole e piccolissime imprese e di milioni di soggetti produttivi, che oggi è diventato un modello a cui si ispirano anche le grandi multinazionali”.

Dopo un excursus su vari aspetti dell’atteso provvedimento sul made in Italy (tra questi citiamo la volontà di “trasformare l’Italia da Paese più bello al mondo dove vivere a Paese più bello al mondo dove si può lavorare a distanza”), il ministro ha messo poi in cima alla lista dei problemi da risolvere quello della formazione (“lo scorso anno le imprese si sono ritrovare con due  milioni di posti di lavoro non coperti, mentre ci sono tre milioni di giovani che non studiano e non lavorano: dobbiamo formarli e incentivarli a trovare la loro via, altro che reddito di cittadinanza”).

Infine un annuncio a favore dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti: “prima dell’estate porteremo in Parlamento il progetto di legge sul riordino complessivo della settore, per permettervi di avere quei margini che consentono di investire nella vostra impresa”.

aggiornamento assemblea Confcommercio ore 14.53

Related posts

Pensioni, verso la riforma tra mille incertezze

Redazione Ore 12

Con Federitaly il Manifesto per 1000 imprese Green al Green Weeek di Parma

Redazione Ore 12

Banca d’Italia certifica la flessione del debito pubblico (-12,6 mld) Lo scorso novembre il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 12,6 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.855,0 miliardi. Lo rende noto Bankitalia nella pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. La diminuzione riflette quella delle disponibilità liquide del Tesoro (12,9 miliardi, a 39,6) e un piccolo avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (0,8 miliardi); in senso opposto ha operato l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente 1,1 miliardi). Il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è diminuito di 12,6 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti pressoché invariati. La vita media residua è marginalmente aumentata a 7,8 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è rimasta stabile al 24,4 per cento; a ottobre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata al 27,4 per cento (dal 27,0 per cento del mese precedente), mentre quella in capo agli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 13,4 per cento (dal 12,7 per cento in settembre).

Redazione Ore 12