La guerra di Putin

Ucraina, la guerra russa a topi e ratti

 

C’è un aspetto in questo conflitto ucraino, sempre più guerra di posizione, che evoca “l’inutile strage” e le condizioni di sopravvivenza nelle trincee durante la prima guerra mondiale, rappresentata da miglia di foto con fanti immersi nel fango e un territorio lunare devastato dalle bombe, come documentato da migliaia di foto e riprese cinematografiche.

 

Ne parla la stampa russa riportando che con l’inizio del freddo nelle aree di guerra sono apparsi migliaia e migliaia di topi e ratti che si sono moltiplicati a dismisura rappresentando un pericolo per la salute.

 

Per il secondo anno consecutivo, i combattimenti nel Donbass e nelle nuove regioni conquistate dai Russi (ma anche nella partedel fronte controllata da Kiev), viene penalizzata l’agricoltura. A causa dell’impossibilità di svolgere le attività necessarie, vaste aree rimangono non seminate o non ripulite. Nei campi rimane così una massa di cereali e di piante, ottima riserva alimentare per la fauna locale.

 

Topi, ratti, arvicole, ecc, ormai iper alimentati, si riproducono in maniera incontrollata e si avvicinano sempre più all’uomo. I roditori entrano neli alloggi e penetrano nelle trincee e nei rifugi delle truppe attive e nelle retrovie.

 

Decine di foto e video sono diventati di pubblico dominio in Russia e mostrano roditori che corrono intorno agli oggetti senza paura degli umani, inscenando  intere invasioni dei rifugi e coprendo letteralmente pavimenti e altre superfici.

 

Uno dei video recenti li mostra mentre si nascondevano nel buio e caldo tubo di scappamento di un veicolo da combattimento e quando l’equipaggio ha tentato di avviare il motore, ne sono usciti a decine.

 

Il problema dei roditori si osserva in tutta la zona di combattimento su entrambi i lati del fronte e fra l’altro i soldati dei due eserciti devono combattere anche questa fauna per evitare gravi conseguenze.

 

Dal punto di vista dell’economia topi, ratti e altri animali simili causano danni materiali, senza contare gli aspetti psicologici rendendo ancora più difficili le condizioni in prima linea.

 

Innanzitutto sono dannosi perché possono causare danni a vari materiali, forniture, ecc. Alla ricerca del cibo, rosicchiano barriere morbide e dure, violano l’integrità delle strutture e degli imballaggi, danneggiano uniformi o attrezzature e i dispositivi di stoccaggio, nonché strumenti, cavi elettrici, ecc. Nel 1942 i topi “sovietici” danneggiarono il cablaggio delle attrezzature militari e disabilitarono veicoli della Wermacht.

 

Anche i roditori selvatici rappresentano un pericolo biologico. Sono portatori di una vasta gamma di parassiti e infezioni trasmissibili agli esseri umani, alcune di queste i molto pericolose. La trasmissione può avvenire per contatto diretto, attraverso oggetti danneggiati, tramite vettori intermedi sotto forma di insetti, ecc.

 

Pesticci, trappole, ultrasuoni ecc. sono i mezzi per combattere questa fauna dannosa, mancherebbero i gatti che non credo che sopravviverebbero a lungo in prima linea.

 

Pertanto, in una zona di combattimento possono esserci rischi non solo di natura militare perché impattano sulla biosfera e questo processo può avere conseguenze negative. Basta vedere come la guerra abbia infierito sulla agricoltura, portando poi a un forte aumento del numero di piccoli parassiti.

 

Ma questo è solo un aspetto dell’enorme danno ambientale che questa guerra va creando non molto di stante da una Europa che vorrebbe diventare sempre più “green”.

 

GiElle

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