La guerra di Putin

  La Russia mantiene il sopravvento nella guerra elettronica con l’Ucraina

 Il quotidiano ucraino Kyiv Idependent riporta che Ucraina e Russia stanno entrambe implementando sofisticate capacità di guerra elettronica (EW), ma Mosca gode di un vantaggio poiché negli anni aveva già investito pesantemente in questi sistemi prima della guerra, come rivela rivela un’analisi del Financial Times pubblicata il 7 gennaio.

 

L’incessante raffica di attacchi aerei della Russia sull’Ucraina durante il periodo festivo ha sottolineato le sfide all’Ucraina nell’impiego di capacità di guerra elettronica per bloccare droni e missili e proteggere le infrastrutture critiche.

 

“I russi ne hanno prodotti così tanti ultimamente che stanno diventando una minaccia enorme. Ciò che sta accadendo qui, l’uso massiccio di droni, è nuovo  quindi l’EW diventa sempre più importante”, ha detto al FT il colonnello Ivan Pavlenko, capo dell’EW di Kiev. Affermando che

“la consegna all’Ucraina di un numero sufficiente di potenti disturbatori GNSS o almeno di amplificatori di segnale potrebbe anche aiutare a contrastare gli attacchi aerei nemici”.

 

I droni hanno cambiato in modo significativo il campo di battaglia e, secondo gli esperti, questo è uno dei motivi principali per cui la tanto attesa controffensiva ucraina quest’anno non è riuscita a ottenere risultati degni di nota (mentre secondo Mosca è fallita) impedendo ai veicoli corazzati, anche al quelli più avanzati tedeschi, inglesi, e americani, non rappresentano più un elemento di sorpresa sul nemico. Un soldato ucraino ha riferito al FT che gli UAV russi “ci colpivano come zanzare” e “cadevano come mosche”.

 

Già a novembre il generale Valeriy Zaluzhny aveva definito le capacità di guerra elettronica “la chiave per la vittoria nella guerra dei droni”.

Sin qui la guerra elettronica, ma da molti esperti è maturata la convinzione che presto gli Stati Uniti non saranno più in grado di fornire armi e munizioni all’Ucraina e soprattutto di mantenere una costante fornitura di missili per la difesa aerea Patriot.

Lo ha scritto lo ha riportato il ieri il New York Times citando funzionari della Casa Bianca e del Pentagono i quali hanno avvertito che a brve gli Stati Uniti non saranno in grado di alimentare di missili le due batterie di Patriot.

Infatti gli USA hanno ridotto pericolosamente le proprie scorte mentre i programmi per la produzione di Patriot in Giappone e in Europa richiederanno tempi lunghi rispetto alle esigenze immediate di Kiev.

Il reportage realizzato intervistando un ufficiale ucraino che comanda una batteria di Patriot sottolinea la necessità che continuino ad affluire in Ucraina armi da difesa aerea avanzata.  “Siamo riusciti a creare uno scudo grazie ai nostri partner stranieri”, ha detto l’ufficiale “ma se i questi ci voltano le spalle, torneremo all’inizio della guerra, quando le persone semplicemente non uscivano dai loro rifugi e i russi cercavano di ridurre le nostre città in completa rovina”.

Al netto delle dichiarazioni propagandistiche l’allarme per l’impatto sulle difese aeree ucraine e del brusco calo degli aiuti militari occidentali è stato evidenziato negli ultimi giorni anche dai massimi vertici ucraini.

Infine secondo David Oliver Sacks imprenditore e investitore in aziende di tecnologia Internet socio accomandatario di Craft Ventures, la costante assistenza militare a Kiev in un conflitto su così vasta scala crea problemi agli stessi Stati Uniti.

 

Secondo l’imprenditore noto da tempo per la sua posizione critica nei confronti del conflitto ucraino, più armi gli Stati Uniti trasferiscono all’Ucraina, maggiore sarà la carenza nei sui arsenali minandone la loro capacità di difesa.

 

“Abbiamo finito i sistemi di difesa aerea Patriot e i proiettili di artiglieria. Era prevedibile. Se cominciamo a trasferire i missili ATACMS e i missili da crociera Tomahawk all’Ucraina, finiremo anche quelli” scrive l’imprenditore in un suo post.

 

GiElle

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