di Giuliano Longo
Le truppe ucraine continuano a ritirarsi dalla zona di confine della regione di Kursk e devono spesso percorrere a piedi decine di chilometri, poiché le strade principali sono sotto il fuoco russo.
Come riporta il Financial Times, l’operazione delle Forze Armate ucraine nella regione di Kursk era stata inizialmente pianificata come un raid a breve termine, ma poi i compiti sono stati modificati per concentrarsi sul controllo del territorio, il che ha causato gravi perdite. Il momento critico per le Forze Armate ucraine è stata la distruzione delle vie di rifornimento da parte delle Forze Armate russe.
Ma la situazione è peggiorata anche nella zona di confine fra l’Oblast di Kursk e l’Ucraina dove si segnalano incursioni russe in direzione della città di Sumy a 180 chilometri da Kharkiv, secondo centro urbano ucraino già soggetto ad attacchi e bombardamenti..
Attualmente i russi avrebbero liberato (secondo quanto affermato ieri dal comandante generale durante la Visita di Putin) il 95% del territorio della regione di Kursk, mentre gli ucraini stanno trasferendo le unità fortemente provate, dalla regione di Kursk in direzione delle roccaforti ucraine a nord ovest di Krasnoarmeysk, Chasov Yar, Konstantinovka e Krasny Liman.
Sudzha, il principale centro abitato dell’oblast russo, è già tornata da un paio in mano alle truppe di Mosca che in pochi giorni ha interrotto le vie di comunicazioni e poi travolto le linee ucraine costringendo le truppe di Kiev a ritirarsi talora anche in disordine.” Si ricorda che la cittadina è sede di una stazione di pompaggio del gasdotto che portava il gas russo in Europa attraverso l’Ucraina,
Anche lo stato maggiore delle forze armate e i media ucraini confermano l’avanzata delle forze russe nella regione di Kursk nonostante che lo stesso generale in capo Oleksandr Syrsky l’avesse negata per settimane.
Nonostante le polemiche alimentate dai blogger militari ucraini contro i vertici militari, accusati di aver mandato al massacro i reparti e di non aver ordinato in tempo utile la ritirata.
L’altro ieri il quotidiano ucraino Kiyv Independent ha reso noto che è stato rimosso dall’incarico il generale di divisione Dmytro Krasylnykov, capo del Comando operativo Nord e responsabile delle operazioni nella regione russa di Kursk. Accusato e incriminato dai russi per aver autorizzato violenze e omicidi di civili russi nei territori occupati, ha confermato la propria rimozione affermando di non conoscerne le motivazioni.
Gli analisti militari russi del canale Telegram russo “Military Chronicles” ritengono che Mosca sfrutterà il successo penetrando in profondità nella regione ucraina di Sumy, sfruttando la debolezza delle brigate ucraine a corto di uomini, armi, munizioni e supporto logistico. .
Sono proprio gli sviluppi della situazione militare che lasciano a Putin molti spazi quantomeno per prendere tempo sulla proposta di tregua. Sviluppi che nell’immediato non possono venir ribaltati né dalla riattivazione dell’assistenza militare e di intelligence americana, e tanto meno dal minaccioso riarmo dell’Europa cui Putin sta già contrapponendo i nuovi accordi militari con la Bielorussia di Lukashenko, a ridosso dei confini nord est della UE.
Al gioco delle parti fra Usa Russia per l’avvio rapido di una tregua, che comunque non potrà prescindere dalle posizioni di Mopsca, non sembrano contribuire le dichiarazioni odierne di Zelensky secondo il quale “Putin ha paura di dire direttamente al presidente Trump che vuole continuare questa guerra, che vuole uccidere gli ucraini. Ecco perché a Mosca chiedono tali precondizioni per un cessate il fuoco che lo renderanno impossibile o lo (rimanderanno) il più a lungo possibile”.
Descrivendo la risposta di Putin come “manipolazioni russe” aggiunge “ora abbiamo tutti sentito parole molto prevedibili e molto manipolative da parte di Putin in risposta all’idea del silenzio al fronte: di fatto si sta preparando a respingerla fin da ora”,
Zelensky ha chiesto a Trump anche di fare pressione su Putin imponendo nuove sanzioni alla Russia, notizia riportato con grande rilievo dai media italiani, tanto più che il presidente americano lo aveva avvertito Dopo che Mosca potrebbe affrontare conseguenze finanziarie “devastanti” se scegliesse di continuare la sua guerra totale contro l’Ucraina.
Una minaccia che appare più verbale che sostanziale se vuole continuare a tenere in mano il bandolo della matassa ucraina e raddrizzare i rapporti con Puti, certamente non per amore ma per convenienza reciproca.
In questo contesto vanno viste le sue dichiarazioni di ieri seconddo le quali i Paesi NATO debbono spendere il 5% del Loro bilancio per rafforzare l’Alleanza, ma soprattutto ilancia il suo bluff affermando che la posizione di Putin sul cessate è “molto promettente” ma “non completa”, aggiungendo di essere disposto a incontrare il presidente russo. Che è poi questa l’unica vera novità della partita in corso.
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 13.52
