di Jr. Wladymiro Wysocki
Sono stati comunicati dall’INAIL i dati del 2023 in merito agli infortuni e malattie professionali pubblicati negli open data e dall’ultimo bollettino del 2023.
È doveroso sottolineare come questi dati sono stati elaborati sulla base delle denunce pervenute a dicembre 2023, e la piena esattezza l’avremo nella presentazione annuale della relazione dell’INAIL con l’aggiornamento al 30 Aprile 2024 poiché qualche dato potrebbe non essere stato ancora elaborato. Quando trattiamo questi dati dobbiamo sempre avere il massimo rispetto, in quanto rappresentano persone, famiglie, genitori, figli con tutto il loro dolore e i loro drammi.
Le denunce di infortunio che sono state presentate sono 585.356 (rispetto ai 697.773 del2022) mentre con esito mortale sono state 1.041 (rispetto ai 1.090 del 2022).
Se per le denunce di infortunio tutte le regioni hanno una diminuzione per quelli con esito mortale si evidenzia un aumento per al Sud con + 8,51% e le isole con + 7,14%, mentre per le malattie professionale gli aumenti sono sensibili su tutto il territorio nazionale. Gli incidenti con esito mortale, ridotte di 49 unità, sono solamente in caso di itinere. Questo denota come durante il lavoro il livello di incidenti è ancora alto, praticamente invariato, pertanto dobbiamo porre maggiore attenzione, maggiori controlli e soprattutto una maggiore formazione e addestramento.
La prevenzione si basa su questo, se non lavoriamo alla diffusione della cultura della sicurezza e ad una attenta analisi dei rischi e pericoli non avremo mai il cambiamento.
Se rispetto al 2022 notiamo una leggera riduzione di incidenti, meno 16,1% di infortunio e meno 4,5% con esito mortale, sono in notevole aumento le malattie professionali ovvero 72.754 rispetto ai 60.774 del 2022 (+19,7%).
Le prime tre malattie professionali, rimangono, il sistema osteo-muscolare, il sistema nervoso e l’ipoacusia.
Queste seguite dai tumori, patologie del sistema respiratorio e dai disturbi psichici e comportamentali.
Dall’analisi di tutti questi dati, quelli che ci allarmano maggiormente oltre le malattie professionali, sono i dati della fascia giovanile under 20 dove si registra un aumento del 11,7%.
Nel dettaglio nove infortuni su dieci interessano gli studenti, dato che mette sotto i riflettori l’importanza di un percorso di studi nella materia della prevenzione e sicurezza nelle
scuole. La sicurezza sul lavoro è il prodotto finale del lavoro di ogni addetto ai lavori, sia nella veste di consulente, responsabile della sicurezza, coordinatore di cantieri o formatore. Per arrivare al risultato, vero e concreto, si deve diffondere la cultura della sicurezza già
nei banchi di scuola per formare la mentalità giusta alla prevenzione, alla conoscenza del pericolo e del rischio.
Dobbiamo educare i nostri ragazzi, futuri lavoratori e imprenditori, per avere il giusto approccio al lavoro.
Senza una corretta educazione al lavoro sicuro, senza quella forma mentis necessaria per una consapevolezza del pericolo e del rischio, non otterremo mai il risultato finale, ovvero la sicurezza nei luoghi di lavoro.
La nostra Costituzione colloca tra i principi fondanti della nostra Repubblica il diritto al lavoro e il diritto alla salute.
Le morti sul lavoro per aver disapplicato le norme sono inammissibili. Lavorare non è morire!
*Esperto di sicurezza sul lavoro
